Sogni di Sogni di Gianluigi Tosto

puccini

Il difficile sta nel sentire la musica del racconto

 

Quando si legge un libro, a parer mio, ci si deve immedesimare in ciò che viene scritto, a prescindere dallo stile, prolisso o meno, dalla quantità di pagine, che spesso frenano il lettore poco avvezzo. Il difficile, non è leggere, seguire le parole, una dietro l’altra, rispettando col pensiero la punteggiatura, messa adeguatamente a rispettare i tempi, i respiri. Il difficile sta nel sentire la musica del racconto, della frase, delle parole, che fra sé si legano in un’unica armonia, con toni e sottotoni, alti e bassi dissonanze e no, fraseggi fra strumenti. E’ come sentire un concerto, fatto di note, di colori, di emozioni, di climi. E per arrivare a questo bisogna leggere molto, e anche quando leggi molto a volte avviene la magia. Qual è questa magia? Ah! Impossibile da definire…la magia è magia.

E così sono andata a sentire Gianluigi Tosto leggere Tabucchi…E mi sono detta….vediamo…come mi dico sempre quando non mi aspetto grandi cose. Si, perché gli attori che noi pensiamo, quelli che vediamo in uno spettacolo, ce li pensiamo corredati di tutto il resto, palco, musiche, scenografie….ma da zero a dieci quanto bisogna essere per usare solo la voce per farti vedere la scenografia, i colori delle parole? Già; quanto bisogna essere?

Prendiamo un libro di Tabucchi, si, quello che ha scritto sostiene Pereira. Sogni di sogni…magari Tabucchi ci sta anche un po’ sull’anima. E sinceramente l’ultima cosa che ci viene in mente è leggere Tabucchi.

Prendiamo quattro o cinque sogni, ad esempio, ambientati nelle nostre zone, Fiesole, Siena, il chiostro di san Marco, la maremma toscana, Silvia, Debussy….uff…non lo so se vorrei leggerlo.

Prendiamo un piccolo palco, un pancale più che altro, una luce, anche fastidiosa, un computer, un leggio, e una voce, una voce che sappia colorare ciò che legge, che sappia darci l’emozione adeguata, che sappia interpretare, non leggere, che sappia dare altra musica, che sappia unire il significato al clima….e così siamo tutti dentro la pancia del mostro, e lontano cerchiamo la luce, siamo tutti accanto alla ninfa, che aiuta il musicista a trovare le sue note, perché la musica deve fermare il tempo che passa, siamo tutti accanto a Silvia, selenita in questo magico sogno, siamo tutti fuoco, il fuoco del mondo, siamo tutti volatili, siamo tutti……

Quando si sente leggere qualcosa, che ti viene la voglia di leggerla anche a te, che ti viene la voglia di andare li, proprio li dentro dove il lettore ti fa capire che ci può essere uno spazio anche per te, fra le parole, le consonanti, le vocali, dentro a una virgola, dentro a una corsa, dentro a una fatica….allora avviene la magia. E la domanda sorge spontanea…quanto bisogna essere per far percepire agli uditori proprio quello che Tabucchi ha scritto? Bisogna essere parecchio….forse bisogna essere Tosto. Grazie per l’aperitivo signor Tosto…ci vedremo alla prossima avventura.

Sara Marzo

Visto il 22 gennaio 2016 al Teatro Puccini di Firenze

 

 

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