“La Cerimonia”- Fabbrichino (Prato) di Oscar De Summa con Oscar De Summa, Vanessa Korn, Marco Manfredi, Marina Occhionero.

Non sai cosa fare? Sbrigati a decidere o qualcun altro lo farà per te.

Non galleggiare per paura, non perdere tempo. E’ un invito a guardarsi dentro, non per un dialogo limitato con se stessi, ma per conoscersi e condividere con gli altri quello che siamo. La Felicità è tale solo se Condivisa (si meritano la maiuscola). Ma per arrivarci bisogna togliere quella maschera, quello scudo che abbiamo deciso di tenere. Dobbiamo avere il coraggio di vedersi e di vedere quello che ci circonda per ciò che è davvero. Guardare la realtà con tutte le conseguenze che questo comporta. Parliamoci chiaro, oggi questo non lo fa quasi nessuno. Forse nemmeno ieri. Perché spesso la realtà non è come vorremmo, le persone ci deludono, ci feriscono, le cose non vanno come dovrebbero.

Ma se la realtà non si affronta il prezzo da pagare è più alto. Fai della tua vita una bugia, gli anni passano ed è tutto falso intorno a te , e sei tu che l’hai voluto e costruito e alimentato. Quello che sei non ti piace, quello che hai non lo vuoi, anzi ti fa orrore. E poi cosa hai? Nulla. Se non hai te stesso. Nothing else matters.

Marina Occhionero mi ha davvero impressionato, imbarazzato e stupito, favolosa, complimenti. Anche gli altri attori sono molto bravi, sul monologo di De Summa mi sono commossa. Bravi tutti davvero, difficile per me trovare le parole per descrivere questo splendido ed emozionante lavoro, dovete andare a vederlo!

 

cerimonia

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ROMEO&GIULIETTA

Teatro della Pergola. Regia di Andrea Baracco. Con Lucia Lavia, Antonio Folletto, Alessandro Preziosi e molti altri.

Ero scettica e sono contenta di dirvi che mi sbagliavo. Questo spettacolo ha in sé tutta la forza di Shakespeare, la forza di strapparti il cuore e restituirtelo più bello. La scenografia ti da subito un pugno in un occhio: due orride palazzine tipo casa dello studente. Ma il testo è fedele all’originale, gli attori bravissimi, emozionanti, così dopo poco, quella casa dello studente ti piace. Ti sembra anzi giusta per un amore che sboccia. Ed è proprio in quel momento, quando Giulietta e Romeo si guardano, tutto intorno a loro si placa ed entrambi si levano la maschera che senti che l’amore è quello. Che il resto non conta, perde di significato. Ma…. è il “resto” ad avere la meglio, perché l’amore da solo non basta. E già lo sapeva William.

Io sono da sempre innamorata del personaggio di Mercuzio e Preziosi ha mantenuto vivo questo calore. Favoloso il monologo sulla Regina Mab, e sì, a volare su quel guscio di noce, trascina pure te! Grazie, grazie davvero.

Questa Giulietta non è dolce, è super energetica, così tesa che vorresti consigliarle un massaggio alle spalle. Ma poi, capisci. Perché lui, Romeo, uccide Tebaldo e rovina tutto. Come sempre LUI rovina tutto. E LEI, che ha tutti contro, madre e padre in primis, deve reagire ed agire da sola. In quel sepolcro ha paura, molta paura. La scena è fenomenale, ho pensato ad Elisabetta I, anche lei spaventata, anche lei sola, anche lei trova la forza in se stessa.

L’epilogo. Qui l’unica differenza dal testo originale. In quel sepolcro Romeo e Giulietta si guardano, ancora vivi, dopo che lui ha assunto il veleno , ormai spacciato. E fumano una sigaretta, ebbene sì, sacrilegio! Si guardano rassegnati come per dirsi: ” via… e ‘un ci s’è fatta!”. E qui ti vengono in mente tante cose. E soprattutto ti immagini, lei che si alza e in barba a tutti, se ne va. A vivere!  E invece no, come da copione si uccide, peccato, peccato davvero Giulietta.