L’ATTESA – Si nasce tutti pazzi, qualcuno lo rimane

OFFICINA TEATRO ‘O
di Paolo Papini e Leonardo Torrini
presenta

L’ATTESA
Si nasce tutti pazzi Qualcuno lo rimane

 

Commedia in due atti dove si evince che:

 

La vita è dolore, un dolore costante, sempre presente e immutabile? ASSOLUTAMENTE (NO e SI’)

La vita è solitudine, noia, ripetizione degli stessi gesti? FORSE, FORSE, FORSE… FORSE

L’uomo non sa nulla della vita, vive disperso in un universo spazio temporale che non conosce? ASSOLUTAMENTE (SI’ e NO)

L’uomo non ha più riferimenti, non ha più un dio, è solo di fronte all’ignoto? DIO MIO, PROPRIO NON SAPREI

 

L’uomo, soprattutto, attende

 

Martedì 13 Giugno ore 21.15

TEATRO L’AFFRATELLAMENTO

Via Giampaolo Orsini 73 Firenze

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro dal 1996

 

Info e prenotazioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

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FRAMMENTI – piccole tragiche commedie quotidiane

 

OFFICINA TEATRO ‘O
di Paolo Papini e Leonardo Torrini
presenta

FRAMMENTI
piccole tragiche commedie quotidiane

Commedia tragica in due atti

 

Cinque scene di vita vissuta sdrammatizzate fino al riso, dissacrando solitudini, relazioni, sessualità irrisolte, egoismo, narcisismo, nevrosi ed ogni piccola e grande mancanza di comunicazione.

Il tradimento come filo conduttore delle nostre piccole esistenze stonate.
Giovedì 8 Giugno ore 21.15

TEATRO AFFRATELLAMENTO

Via Giampaolo Orsini 73 Firenze

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro dal 1996

 

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

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Saggi saggi saggi!

In un solo fine settimana ben tre saggi spettacolo degli allievi dei corsi La Bella Età – teatro per over 60 a Firenze

 

Sabato 13 maggio ore 21 Teatro Reims di Firenze

STRANI EQUIVOCI sciocchezzuola per 8 personaggi

PICCOLI DELITTI breve interludio per 3 sole voci

UNA SCIOCCHEZZA IRRIMEDIABILE falso dramma per 13 personaggi

Domenica 14 maggio ore 16.30 Teatro Reims di Firenze

AVVOLTI&DISINVOLTI

ovvero

UN FALLIMENTO DI GROSSO SUCCESSO

atto unico in 13 improbabili scene

Domenica 14 maggio ore 21 Teatro Reims di Firenze

UN MARZIANO A FIRENZE

finzione o realtà?

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro dal 1996

 

Info e Prenotazioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

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Tornare viva dalla guerra: la mia prima volta sul palco


Cinque anni fa la nostra allieva Nayade debuttava in teatro, queste le sue sensazioni di allora che ci appaiono, ancora oggi, preziose per chi ancora non ha calcato la scena.

Buona lettura.

 

 

E quasi dopo un mese mi sono decisa a scrivere due parole sulla mia prima volta sul palco… Cosa dirvi? L’ho vissuta così, come una PRIMA VOLTA. E come tutte le prime volte, fa un po’ paura, incuriosisce, ti chiedi se sarai all’altezza, ti chiedi se dovresti essere lì o avresti fatto meglio a fare un corso di macramè, ti chiedi, ti chiedi…

Ma finalmente arriva il 13 maggio, quella data che vedevi tanto lontana e per cui hai fatto tante prove e sinceramente ero contentissima che fosse arrivato il giorno. A differenza delle prove che non ho vissuto sempre in un modo tranquillo, forse perché ho sempre odiato il mio personaggio che invece, all’improvviso, ho amato nel momento dello spettacolo!
Era come se mi fossi rifiutata di guardarla e improvvisamente ci fossimo guardate agli occhi e ci fossimo capite!

Uno dei momenti più belli è stato prima dello spettacolo, quando eravamo tutti insieme a rilassarci, a respirare, sentire il gruppo…

E potrei raccontare tante cose su quest’anno di teatro, del gruppo, dei proff, di quanto mi ha dato, e quanto mi abbiano fatto sentir viva, ma mi hanno detto di raccontare le sensazioni del palco, e sarà meglio che cominci…

Il palco: amore a prima vista; ma è possibile? Sarò davvero io a camminare su quel legno che suona ad ognuno dei miei passi? E quelle luci calde, ma di un caldo accogliente, illumineranno me ed i miei amici?! Mi sento come una bambina davanti a Disneyland…

E si apre il sipario, sento una mia compagna recitare, lo spettacolo è cominciato! Ancora non ci credo… cerco un mio posto tra quelle quinte strette, non so dove mettermi, tra breve devo uscire! Sono stati i tre secondi più lunghi mai vissuti… mi rendo conto che sono fuori, le calde luci accoglienti si sono trasformate in un forno e, anche se non vedo nessuno, sento degli occhi anonimi puntati su di noi…E mi rendo conto che quella gente si aspetta che io parli (mannaggia, perché non ho fatto un corso di mimo? altro che macramè…) ed io, che di solito non sono una che si aspetta di essere ascoltata, ancora un po’ stupita della nuova situazione, dico le mie prime parole forse un po’ troppo velocemente per farlo passar presto… lo so, non si fa… ma così è andata… Ma la cosa migliore è stata l’uscita… con quella caduta improvvisa! Stranamente mi ha fatto divertir tanto, rilassarmi, e da quel momento in poi ho iniziato a divertirmi, e tanto! Alla fine dello spettacolo ero proprio a mio agio.

Ma non è stato solo quando ero io sul palco. Seguire i tuoi compagni, ascoltarli dietro le quinte, dir le battute mentalmente con loro, perché le hai sentite talmente tante volte che le sai anche te… Rispondere alle domande di quelli non usciti ancora: Allora com’è? Si vede la gente? E ti guardano come se fossi tornata viva da una guerra… allora c’è speranza!

Riassumerei il tutto in praticamente 6 secondi… i primi 3 interminabili, in cui vedi l’abisso ma una volta che ti butti cominci a volare; gli ultimi 3 secondi, quando è finito lo spettacolo, te ancora voli ma è il momento di atterrare… scendi e quegli occhi prima anonimi ora si mostrano affettuosi con facce e corpi conosciuti.

E per finire, la parte più bella: gli abbracci con i tuoi compagni ed i proff (a qualcuno è toccato pure prendermi al volo…) tutti sorridenti e ancora increduli che tutto sia passato così velocemente.

A me rimane un sapore dolceamaro, la gioia e la tristezza che il sipario si sia chiuso, e con quello i giovedì sera a lezione alla Officina Teatro ‘O.

 

Nayade

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro dal 1996

 

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

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Fino all’ultimo respiro – II parte

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Respirare diminuisce stress e dolore

 

 

L’espirazione, ovvero quando si rilascia l’aria accumulata in precedenza, provoca il rilassamento in tutto il corpo: chi ha paura di lasciarsi andare totalmente spesso ha qualche difficoltà quando deve espirare completamente e anche dopo una espirazione «forzata» tratterrà ancora un po’ d’aria nel petto. In verità si tratta di una vera e propria difesa contro la paura di non essere capace di immettere abbastanza aria, cosa per altro non vera nella quasi totalità delle persone.

Una persona in queste condizioni, o nel nostro caso un attore, costretta a lasciare andare completamente l’aria, potrà reagire con panico inspirando subito per riempire nuovamente il petto, e riacquistare una riserva d’aria di sicurezza. Questa paura di perdere tutta l’aria è l’espressione fisiologica di perdere la propria sicurezza.

Problemi di inspirazione. Quando dobbiamo approvvigionarci di aria: le persone che hanno paura di prendere contatto con la realtà, hanno difficoltà a inspirare e, se aprono la gola per un respiro profondo, possono sentirsi terrorizzate.

A parte quello descritto dell’articolo precedente, c’è un altro modo di respirare quando il bisogno di ossigeno si fa più urgente, come, per esempio, in molte attività faticose. In questo caso sono mobilitati i muscoli del torace e nei movimenti respiratori è coinvolto il petto.

In alcune persone quando il petto si espande nella inspirazione, la pancia viene come inghiottita all’interno e ciò produce un grave disagio perché il movimento verso il basso dei polmoni si blocca. Senza considerare che un tempo (almeno ai miei) agli uomini che facevano il militare era intimato di avere «petto in fuori e pancia in dentro» che equivale ad un efficacissimo blocco. Anche le donne hanno avuto nei decenni passati i loro blocchi sociali, basti pensare alla pancia piatta che la moda ha sempre imposto (e non serve andare troppo indietro al tempo dei corsetti)

Tutto ciò conduce ad un respiro piatto e poco profondo in cui il petto si irrigidisce e la pancia si contrae. Inoltre in questo modo è possibile controllare lacrime e singhiozzi; è la tipica sensazione che esprimiamo dicendo: «ho un nodo allo stomaco».

Respirare bene è anche molto importante per quanto riguarda l’emissione della voce. Molte persone educate fin da piccoli a non disturbare soffocano in sé la loro voce producendo una forte chiusura della gola e limitando seriamente il respiro. Proprio per questo attraverso la bioenergetica bisogna incoraggiare le persone a lasciare andare il suono della voce facendo gli esercizi di respirazione. La libera emissione dei suono diminuisce infatti sia lo stress che il dolore. Basta solo provare.

 

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Via Attavante 5, Firenze

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Fino all’ultimo respiro – I parte

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Respirare è un semplice atto, forse il più naturale

Gli strumenti dell’attore sono essenzialmente il corpo, la voce ed i sentimenti. A ben vedere non ha bisogno di altro. Trucco, costumi, quinte, scene, musica ed altro sono un qualcosa in più che può servire o meno. Senza corpo voce e sentimenti invece non può esistere l’attore, non può esserci espressione e comunicazione.

Tutti e tre questi elementi possiedono un comune denominatore che è la respirazione, anzi una buona respirazione. Respirare è un semplice atto, forse il più naturale ed antico mai conosciuto. Attraverso il respiro assorbiamo l’ossigeno necessario ad alimentare le nostre energie ed i nostri corpi. In altre parole ci serve per vivere.
In effetti alla nascita non siamo affatto consapevoli di respirare, lo facciamo nel modo più spontaneo, libero, gratificante e completo possibile.

I problemi sorgono dopo, quando cresciamo, quando l’educazione, le esigenze sociali ed alcuni tabù ci costringono a conformarci ad alcuni modelli comportamentali che provocano un impoverimento ed una alterazione della cosiddetta respirazione naturale (e di conseguenza anche della voce naturale tanto cara a Kristin Linklater e valida per attori e cantanti) spesso per colpa di tensioni muscolari divenute croniche e sviluppatesi da conflitti emozionali.
Praticamente quasi ogni disturbo del respiro che abbiamo è dovuto a schemi creati negli anni, a blocchi inconsci o a particolari tensioni muscolari.

Talvolta il non riuscire a respirare con naturalezza può dipendere dalla paura di scoppiare in un pianto dirotto o dal timore di lasciarsi andare alle proprie emozioni.
Nella respirazione naturale e rilassata il diaframma si contrae e si abbassa permettendo ai polmoni di espandersi e gonfiarsi e quindi di incamerare la giusta quantità di aria spingendola verso il basso, in tal modo l’addome si allarga con un movimento verso l’esterno (in teatro spesso un po’ rudemente si dice gonfiare la pancia) . Il risultato? Il massimo di aria con il minimo sforzo.
La respirazione completa, naturale o ad onda che si voglia chiamare comincia profondamente nella pelvi e fluisce verso l’alto fino alla bocca; mentre avanza nel corpo, l’addome, il torace e la gola si espandono per accogliere l’aria. In molte persone tuttavia la gola è fortemente contratta e bloccata e impedisce l’espressione dei sentimenti che si possono manifestare fino ad arrivare anche a pianto e grida.

Per questo talvolta riuscire a piangere può sbloccare la tensione nella gola lasciando arrivare più liberamente l’aria al ventre. E’ quella sensazione di rilassamento e sollievo che tutti abbiamo provato almeno una volta al termine di un pianto dirotto.

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Via Attavante 5, Firenze

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Nel weekend mi rotolo e divento acqua

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“… Sabato sera esci con noi?”

“Non posso, sabato e domenica ho una stage!”

“Uno stage??!! ma tu non hai un negozio?… ”

“…”

 

stage

[, freq. ma impropria la pr. ingl.] s.m. fr. (pl. stages); in it. s.m. inv. (o pl. orig.)

• • Periodo di formazione e di apprendistato, dopo gli studi o prima di un’assunzione, che si trascorre in un ufficio, in un reparto, in una scuola o sim. per imparare l’attività o la professione che vi si svolge SIN tirocinio; anche, seminario di aggiornamento
…già, aprendo il dizionario non c è dubbio.

lo stage fa parte del mondo del lavoro…

per una persona normale!

 

Ma d’altronde si sa , chi frequenta un corso di teatro proprio tanto normale non è!

 

… una parola banale, un termine che sembra scontato o comunque con un significato chiaro e distinto in realtà per l’attore non è altro che un PRETESTO.

una chiave di lettura che nasconde al suo interno migliaia di mondi…

PERIODO DI FORMAZIONE… il significato di questa frase non ha dubbi, già!

la parola periodo non fa altro che scandire una definizione di tempo… ma forse non è così.

Il dizionario stesso dice che la parola periodo ha molteplici significati.

per esempio; in chimica si dice che il periodo sia: Ciascun gruppo di elementi compreso tra due elementi chimicamente simili.

Io non credo di essere un chimico ma so per certo che questi due elementi CHIMICAMENTE SIMILI, hanno un nome proprio: Paolo e Leonardo

il gruppo di elementi compresi tra essi penso abbiano all’incirca 24 nomi distinti.

… esaminando poi la parola FORMAZIONE il dizionario cita le seguenti  parole:

creazione, nascita.

beh… provate a mettere insieme 24 ingredienti, come farebbe un grande chef . So che può essere un po’ un azzardato mescolare tutti questi ingredienti ma trovando il legante giusto, il risultato può essere straordinario!

“L’alta cucina non è una cosa per i pavidi, bisogna avere immaginazione, essere temerari, tentare anche l’impossibile e non permettere a nessuno di porvi dei limiti solo perché siete quello che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore. Quello che dico sempre è vero, chiunque può cucinare ma solo gli intrepidi possono diventare dei grandi.”

… e non lo dico io, lo dice Ratatouille! (se non sapete di cosa sto parlando, guardate qualche cartone animato!)

ma torniamo a noi

… SI TRASCORRE IN UN UFFICIO , IN UN REPARTO, IN UNA SCUOLA ECC , provate a mettere tutti questi elementi insieme , so per certo che il primo luogo che vi viene in mente è la scuola di magia di Hogwarts , quella di Harry Potter per intenderci. (…già forse sono l’unico a cui viene in mente questo luogo… bah)

… Un posto magico dove gli studenti possono imparare la magia, affrontare le loro paure più oscure e creare pozioni che donano una sfrenata allegria… beh vi assicuro che questo luogo esiste davvero, si fanno vere magie ci si trova faccia a faccia con le nostre paure e si piange dal ridere… non si trova in Inghilterra o in foresta incantata ma a RIGUTINO!!!

Forse sto esagerando… sto rasentando la follia

o forse… ho passato due giorni a dare piena libertà al mio corpo e alla mia mente ed ora sento la necessità in qualche modo di prolungare questo senso di libertà!

Domani purtroppo ricomincia la settimana e la routine di tutti i giorni, verrò castrato dal mio stesso corpo, non potrò rotolarmi per terra con una maschera sul volto, non potrò fingere di essere qualcun altro, non potrò morire a causa di ossa di pollo, non potrò avere una sorella matta, non potrò essere acqua, vento, verde e marrone!

so per certo però che in una piccola stanza racchiusa tra il cuore e la mente è rimasto tutto questo e quando gli altri non mi vedono, posso tirare fuori ogni singolo pezzo e ricominciare a giocare!

 

Diego

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

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