CUT-etere

OFFICINA TEATRO ‘O

di Paolo Papini e Leonardo Torrini

presenta

CUT-etere

ovvero bella m***a

 

Commedia assai brillante in due atti in cui l’apparenza inganna ed è a sua volta ingannata

 

un amore difficile tra una ragazza ed un “uomo” molto particolare, alieni infelici in fuga verso un mondo migliore, una famigliola come tante con un SEGRETO tremendo ed ingombrante (?!) bizzarri animali simili ad uomini, tre personaggi disposti a tutto pur di trovare il loro autore e fargliela pagare a caro prezzo, terribili esperienze da vivere in diretta e improbabili quanto inconfessabili delitti, un nano molto sensibile in cerca di dignità, il sogno stralunato di un Kafka mai rappresentato e rappresentabile e visioni notturne pericolosamente annacquateil tutto servito con canzoni e paillettes.

 

Il vero spirito della commedia brillante dove tutto sembra ciò che non è.

 

 

Giovedì 15 Giugno ore 21.15
TEATRO REIMS
Via Reims, 30 angolo Via Gran Bretagna (zona Gavinana) Firenze

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro dal 1996

 

Info e prenotazioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

Nuovi corsi e laboratori di teatro a Firenze!

ph wpTutte le proposte della Officina Teatro ‘O per il 2016/2017

I anno – corso base

Tratta la scoperta delle proprie capacità espressive, attraverso il gioco sulla disinibizione, sul senso del ridicolo e sull’improvvisazione. Il lavoro sul corpo, sulla respirazione e sul rilassamento è uno strumento essenziale per stimolare la fiducia in sé e negli altri. Attraverso le attività di gruppo, con esercizi collettivi e di socializzazione, si approda alla scoperta dei limiti propri e altrui. Parte integrante del corso è naturalmente il giocare con la voce, scoprendo volantino20frontehiresle potenzialità del canale del suono. La metodologia usata nell’affrontare le basi del gioco teatrale può essere sintetizzata attraverso l’espressione: “Un percorso fra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo”. E’previsto un saggio finale a teatro.

Corso aperto a tutti

II anno – corso avanzato

Ricerca ed Espressione dei sentimenti – estroversi e grotteschi, intimi e nascosti. Donare il proprio Corpo, Voce ed Emozioni al personaggio – Studio del Personaggio, Interpretazione. Messa in scena in teatro di un testo d’autore.

Si accede al Corso con un anno di esperienza teatrale

III anno – corso avanzato

Lavoro dell’attore nella sua completezza, dalle attività con il testo alla ideazione di spettacoli: Interpretazione, Studio del Personaggio, Corpo Vocale, Copione Mimico e Messa in Scena. Scopo del lavoro è la creazione di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

La Bella Età

E’ un corso di teatro dedicato espressamente a chi ha compiuto più di 60 anni di età. Il corso, organizzato col patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 4, è indicato per coloro che desiderano aumentare le proplabellaetafronte-web1rie relazioni sociali, scoprire e sviluppare le capacità espressive, apprendere nuove tecniche per la memoria e tenersi in forma con tecniche di ginnastica lieve. (anche nella nostra sede di Firenze Sud presso Ex Fila in zona via Del Gignoro)

I Laboratori Shakespeare Voce Corpo Sentimento – Garcia Lorca Voce Corpo Sentimento

Shakespeare e Garcia Lorca come punto di partenza di due diversi percorsi di laboratorio. I classici sono diventati tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo. Shakespeare e Garcia Lorca sono il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro deilaboratori sarà una esplorazione ed una ricerca continua. Dedicato a chi ha già esperienza e volantinolab-fila-webvuole cimentarsi con l’essenza della recitazione: voce, corpo, sentimenti. Entrambi ilaboratori prevedono la creazione di uno spettacolo.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

Biglietti sconto teatri

Anche questo hanno la Officina Teatro ‘O ha siglato per i propri associati ed allievi alcune convenzioni con i più importanti teatri della regione (Teatro della Pergola, Teatro Puccini e Teatro di Rifredi di Firenze, Teatro Metastasio e Fabbricone di Prato… ) con sconti sui biglietti di ingresso fino al 60%.

Durata corsi e laboratori: ottobre – maggio con lezioni serali e pomeridiane.

Presentazione Corsi Officina Teatro ‘O

Mercoledì 5 ottobre 2016 ore 21.30

NEWSTAZ via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

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Come imparare a non essere perfetti

foto maglia oovvero: come non essere feroci con se stessi pur mirando alla perfezione (che non esiste)

 

 

 

 

Messaggio agli allievi, agli attori di teatro in erba, a chi sta per annusare per la prima volta il palco.

Consiglio, avviso, suggerimento… tendete alla perfezione ma non pretendete di raggiungerla. Abbiate coscienza del fallimento (inteso come impossibilità che tutta vada come programmato, provato e sperato) che sta dietro l’angolo, almeno della sua (concreta) possibilità. Lasciate che l’imprevisto venga verso di voi, non soltanto durante le prove. Sperate con tutto il vostro cuore – come noi speriamo per voi – che accada, che vi intralci il sicuro cammino, che si frapponga tra voi e la perfezione.

Sarete allora liberi di creare, di osare, liberi di tornare ad attingere al vostro vissuto e al personaggio, alle prove e al sudore dei mesi passati. L’imprevisto non va cercato né evitato ma solo sperato. E’ il bene più prezioso del vostro essere attori.

Prova, studia, senti, crea e mira alla perfezione. Ma solo per fallire.

 

Buon imprevisto a tutti i nostri allievi

 

 

IL SOLDATO: l’orrore di immaginare tutto con poco

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IL SOLDATO di Franco Fortini

Ultimo spettacolo di quest’anno, almeno per me, che conclude la tematica sulle grandi guerre. Partendo da Buffa, con Le olimpiadi del 36, passando da Perrotta con Milite ignoto e arrivando a Cederna con L’ultima estate dell’Europa, mi sono fatta tutta l’Europa dal ‘18 al ’45, concludendo davvero con una perla. Prima messa in scena del Soldato nel 1944, opera rivoluzionaria, giovanile e forse di poco conto nell’allora attuale letteratura italiana.

Che dire? Si parte con pannelli e ombre, il ricordo delle ombre cinesi, dei giochi dei bambini mentre una voce narrante ci racconta chi era Fortini, lo inquadra in modo magistrale in quel tempo, quel suo tempo tribolato. Ombre cinesi che ci danno la solitudine e l’orrore dell’immaginare il tutto con poco. Emozionante. E parole, parole e situazioni, come sempre niente scenografia: pannelli di luce, una sedia e poche persone. Frasi veritiere: ogni borgo ha il suo impiccato e ogni bosco ha il suo partigiano. E un accenno a Marzabotto, a Sant’Anna di Stazzema, dove proprio ieri hanno riposizionato la stele dei caduti. Ma dov’è questa guerra? E chi è o meglio cosa è il soldato? Il soldato siamo noi, che scegliamo di combattere la nostra battaglia per affermarci nella nostra stessa vita. Il soldato è lui, che non ha capito niente di ciò che combatte, che combatte e basta perché non sa fare altro, il soldato è quell’altro, che abbraccia una causa e in modo automatico segue le tracce, il soldato è il vicino di casa, che se ne frega di tutto il resto, il soldato è il padre, che deve trovare un’idea migliore per andare avanti.

La guerra siamo noi, la guerra ce l’abbiamo dentro, quando siamo a un bivio, quando la crisi ci assale e dobbiamo scegliere fra noi e loro, fra di qua e di là, fra destra e sinistra, fra tutto e niente. E la nostra decisione cambierà la vita, la nostra vita, la loro vita. Un vortice, un sacco di parole, che ci fanno capire che comunque bisogna sempre scegliere, senza essere pecore, senza vergognarsi della propria idea, nel rispetto di tutto e tutti. Sembra retorica, lo so, ma direi che è tutto molto attuale, specie adesso, vicino al 25 aprile, data importante, data fondamentale nella nostra vita… e noi che non sappiamo che farcene di questa nostra libertà.

Dovrebbero fare questo spettacolo nelle scuole, dovrebbero risvegliare la coscienza dei giovani e non solo.

Ma tiriamo le fila: la scenografia? Essenziale e suggestiva. Gli attori: bravi a far capire ciò che Fortini voleva. La platea? Piena di giovani. Unico neo, una cretina dietro di me che oltre a dormire se lo è anche russato. All’armi!!!!!!

 

Visto il 21 aprile al Teatro Puccini di Firenze

Sara Marzo

 

Officina Teatro ‘O scuola di recitazione dal 1996

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

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Ultimi posti per l’anno 2015/2016!

ragazzi ed adulti

I anno – 3 posti disponibili
II anno – esaurito
III anno – esaurito
Laboratorio Shakespeare – 2 posti disponibili

teatro per over 60
La Bella Età – 1 posto disponibile

Quando la semplicità inganna – come funzionano gli esercizi in una scuola di teatro

es mov in teatroLa semplicità che inganna

 

Oggi vogliamo parlare degli esercizi che usiamo nella nostra scuola di recitazione.

Nei venti anni di laboratori e corsi di teatro ne abbiamo elaborati ed inventati una grande quantità ma ne utilizziamo anche molti di quelli classici, magari rivisitati.

Gli esercizi possono dividersi essenzialmente in semplici e complessi. Questa differenza apparentemente assai importante non risulta essere in fine così fondamentale. Nel teatro – ma la vita quotidiana non è certo eccezione – il “come” risulta sempre più significativo, importante e creativo de il “cosa”. Prezioso è che l’esercizio funzioni. Meglio ancora che funzioni come una trappola.

Gli esercizi migliori, i più potenti, sono quasi sempre semplici. Non di una facilità infantile quanto più di una semplicità che inganni. Infatti mentre con un esercizio esageratamente complesso si rischia di spaventare l’allievo, con un esercizio semplice saremo certi di farlo divertire ma anche aprire. Non dimentichiamoci che nel gioco e nel suo vortice si abbassano le difese molto velocemente.

A cosa servono però questi esercizi? Il fine degli esercizi è sempre quello di muovere gli istinti, di spostare l’abitudine dell’allievo e dell’attore, potremmo dire di disturbarlo anche. Ne consegue che anche il valore dell’esercizio stesso si misura sul “come” e non tanto sul “cosa” si voglia ottenere. In tal modo anche il risultato che si ottiene risulta essere davvero prezioso. Senza dimenticare che gli esercizi, semplici, apparentemente banali, complessi o strutturati, sono sempre gioco e senza il piacere del gioco non vi è mai piacere nel recitare.

 

 

Officina Teatro ‘O scuola di recitazione dal 1996

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

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Ultimi posti per l’anno 2015/2016!

ragazzi ed adulti

I anno – 3 posti disponibili
II anno – esaurito
III anno – esaurito
Laboratorio Shakespeare – 2 posti disponibili

teatro per over 60
La Bella Età – 1 posto disponibile

LA MERDA di Silvia Gallerano

Silvia-Gallerano_La-Merda

Bruco o farfalla?

 

Ci vuole un bel coraggio, a oltrepassare la linea gialla, e a buttarsi…senza nessuno che ci inciti. Cosi inizia lo spettacolo del bruco Silvia Gallerano, che tesse il suo bozzolo intorno a se, all’interno del quale ci sono conformismo, luoghi comuni…e la sua incertezza iniziale esplode con la finale nascita della farfalla, che avrà ingoiato merda, cibo, cazzi, umiliazioni, per diventare una donna nuova, che sa, che conosce cosa sono e quali sono le difficoltà di affermazione che nel nostro tempo farciscono la vita di una donna. Donnetta incerta, lamentosa, lacrimosa, con voce noiosa, si presenta così, però con i suoi atteggiamenti tutti calcolati: “io vado, faccio il provino, e dico e faccio” dove il verbo non è al futuro, ma al presente. Lei sa già cosa accadrà, quale mediocrità la investirà, quale cibo dovrà mangiare, quali cazzi dovrà succhiare. E ci gioca su….”mi metto a piangere, e lui mi guarda” , sa quali sono i suoi limiti, “le cosce grosse” , ben sapendo che dopo tutto questo sacrificio, questo abituarsi, ciò che uscirà sarà una donna nuova, e libera, libera di essere quello che vuole.

Il bruco Silvia Gallerano si presenta in scena vestita solo di rossetto…si, solo di rossetto, coi suoi occhi chiari e magnetici, con l’assenza del bisogno di vestirsi, assenza di colori, perché quando si è bruco non ci sono colori, niente importa se non la propria ricerca nell’affermarsi, nel divenire farfalla. Si presenta in cima a un trespolo, e in realtà guarda tutti dall’alto anche se nessuno lo capisce, e borbotta l’inno d’Italia, come fosse una canzonetta senza senso, senza profondità. Il suo monologo distinto in tre momenti, le Cosce, il Cazzo e la Fama, ci fa capire quali sono i luoghi comuni affrontati: quei luoghi comuni che creano oppressi ed oppressori, che fanno della mediocrità e dello squallore la ricchezza di molti; mediocrità e squallore che Silvia, il bruco, utilizza per affermarsi come nuova creatura, se li porta dentro al bozzolo e se ne nutre, uscendone poi come una donna nuova, con la propria dignità, senza preconcetti, senza doversi classificare oppresso od oppressore. Viene in mente un Pasolini, nelle 120 giornate di Sodoma, dove i ruoli sono ben distinti e muore la speranza e la dignità. Qui invece c’è tanta dignità, tanto divenire, tanta fatica, tanto sacrificio.

Dice una canzone…le donne lo sanno, sanno già tutto come si fa.

Si, ma ci vuole un bel coraggio a oltrepassare la linea gialla, e divenire una donna nuova, libera…

 

Sara Marzo

Visto al Teatro Puccini di Firenze

POESIA DI BASSO LIVELLO

IMG_9520Il nostro allievo Luciano del corso La Bella Età – teatro per over 60 ci ha deliziato con una sua composizione scritta per la festa del XX anno della scuola. Con immenso piacere la pubblichiamo per gli assenti e – soprattutto – per i posteri! Ah, Alcuni riferimenti sono di difficile comprensione, alla vostra immaginazione il compito di provvedere.

 

 

Io mi scuso per l’ardire

di voler farvi sentire

un poema assai imperfetto

ma che ho scritto per affetto così a almeno a tutti resta

il ricordo della festa

 

Possa Dante perdonare

quel che vado a declamare

 

Cari attori convenuti

per gli auguri ed i saluti

stare insieme è un gran piacere

perchè c’è mangiare e bere

 

Qui si cerca d’imparare

a star sul palco e recitare

non abbiam molta speranza

ma per noi non ha importanza

chi fa il corso bella età

se il destino lo vorrà

pur con molti inciampi e affanni

verrà a scuola altri trent’anni

e chi è un po’ traballante

ci verrà con la badante

 

Noi siam ligi e molto attenti

un modello di studenti

al sapere siamo aperti

e d’uccelli ormai esperti

mamma e figli Biribaula

ci tormentano nell’aula

 

Se d’antracola i torrioni

c’han sfinito anche i marroni

della mamma e gli uccellini

e i tristi lor destini

dopo mesi io direi

ne abbiam pien gli zibidei

 

Or vorrei prendere il destro

di parlare del maestro

 

Lui ci gira a tutti intorno

e c’insegna a dir buongiorno

mette in moto il nostro corpo

lo raddrizza anche se è storto s’interessa al culo e all’ano

per fortuna da lontano

e con grazia e con mestiere

ci fa aprire lo sfintere

 

Poi ci insegna anche a parlare

e perfino a respirare

per capir come si fa

s’aspettava questa età

 

Quarantuno venti trenta

un po’ strani si diventa

non si sa cosa vuol dire

si fa finta di capire

ma ci serve per le prove

sei diciotto cinque nove

 

Quant’è bello improvvisare

niente a mente da imparare

son per noi piccole sfide

ci si impegna e poi si ride

 

Ora devo stare attento

perché è serio l’argomento

vi propongo una preghiera

che potete dir la sera

 

Per il corso bella età

la preghiera è questa qua

 

A te Dio Budda o Maometto

d’esser bravo lo prometto

ma ti chiedo un gran favore

te lo chiedo con il cuore

quando giochi col destino

fai le cose per benino

dacci ancora tanti anni

di una vita senza affanni

 

Tu lo sai che noi attori

siamo giovani nei cuori

ma nel corpo un po’ maturi

tu fai in modo che ci duri

 

Se l’orologio della vita

ci segnala che è finita

tu prolunga questo orario

non ci chiudere il sipario

 

Sia preghiera oppur poesia

questo è scritto e così sia

 

Ma ora basta raccontare

dir poesie o recitare

è il momento degli auguri

per quest’anno ed i futuri

tutti quanti in allegria

chi vuol essere lieto sia

 

 

Luciano

7 febbraio 2016

 

Officina Teatro ‘O scuola di recitazione dal 1996

Info

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

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