Cosa succede quando ti iscrivi ad un corso di teatro? di Erika Gherardotti

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C’è un luogo, a Firenze, dove le persone prima entrano con un po’ di circospetta titubanza e poi ne escono arricchiti e contenti, questo luogo non è un posto onirico o immaginario, non è una fabbrica di sogni irrealizzabili o di false speranze, ma una vera e propria Officina di emozioni. Emozioni che s’intessono, emozioni che si rivivono, emozioni che si scoprono.

E’ un luogo d’incontro, un posto in cui si fanno nuove amicizie, un rifugio in cui per tre ore alla settimana ci si può sentire protetti, ma allo stesso tempo liberi.

Un posto in cui si cresce, ma allo stesso tempo si torna bambini, sì: lì si può ancora giocare a “facciamo finta di”. Le distanze sono accorciate e le barriere abbattute: ti confronti, ti scontri, ti incontri, con persone. Non esistono né anziani, né giovani, né belli, né brutti. Esiste il gruppo. Non c’è distinzione di sesso o di razza, è veramente un luogo democratico fondato sull’uguaglianza.

Passato, presente e futuro si fondono quindi in un nuovo tempo, quello teatrale.

Si sputa, si suda e si lavora, si mette alla prova la nostra memoria, o meglio: l’alleniamo.

Si crea e si disfa, ci si veste e ci si sveste, ci si alza e ci si siede, si urla e si sussurra, ci si lascia trasportare dalla musica e poi dal silenzio, si apre e si chiude il sipario, si accendono e si spengono le luci, si aprono e si chiudono le palpebre, si piange e si ride… potrei andare avanti per indefiniti opposti che inesorabilmente, qui, si attraggono.

Tutti coloro che decidono di mettersi in gioco sanno che andranno incontro a giudizio, ma quello più importante è quello che dai a te stesso.

Quando si inizia questo percorso bisogna essere umili prima, pretenziosi durante, coscienziosi poi, e tornare umili.  Ciò che davvero conta è la strada che facciamo per raggiungere il risultato, non il risultato stesso. E in questa strada non siamo soli: siamo accompagnati dal gruppo e guidati dagli insegnanti Leonardo Torrini e Paolo Papini, sono quest’ultimi che ci fanno scoprire quali sono gli attrezzi giusti per lavorare al fine del raggiungimento del nostro obiettivo, una volta che ce li abbiamo “in mano”, questi strumenti, impariamo via, via, ad utilizzarli, come fossimo seduti davanti ad una grande macchina meccanica fatta di infiniti ingranaggi all’interno di un officina. Officina è proprio il nome di questo luogo, Officina Teatro ‘O.
L’intero percorso formativo della scuola di teatro prevede 3 anni di scuola:

CORSO BASE I anno: disinibizione, improvvisazione, senso del ridicolo, giochi vocali, respirazione, improvvisazione, il gesto, dizione e pronuncia, saggio finale

CORSI AVANZATI II e III anno: interpretazione, studio del personaggio, corpo vocale, copione mimico, messa in scena.

C’è poi la possibilità di frequentare due diversi LABORATORI a tema Garcia Lorca Voce Corpo Sentimento e Shakespeare Voce Corpo Sentimento, per chi ha finito la scuola o per chi ha già un po’ di esperienza teatrale.

Per chi ha più di 60 anni di età, c’è un corso espressamente dedicato: LA BELLA ETA’, progetto nato col patrocinio del Comune di Firenze e dei Quartieri 2 e 4.

 

Se vuoi saperne di più, partecipa alla presentazione dei corsi che si terrà Mercoledì 3 Ottobre 2018 alle ore 21.30, presso NEWSTAZ in Via Attavante, 5 Firenze.

 

Officina Teatro ‘O

Per info: 055.4684591 – 339.3318580 – 328.2793144 e-mail: info@teatroo.it.

Sito: www.teatroo.it Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

 

Erika Gherardotti

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LORCA ancora una recensione

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LORCA

Grande intensità fin dall’inizio, in cui traspare già da subito un profondo pathos espressivo, pur nella scenografia minimale. La scena, sviluppata in un ideale equilibrio estetico, in cui due donne lavano lentamente una terza, con la gestualità di un sacro rituale, è carica di significati, la dualità di classe, l’invidia per una donna che sta per sposarsi, il pensiero che vola a future esperienze.

Un’opera che si può semplificare soprattutto come un’ode alla donna, vista in tutte le sfaccettature sociali della Spagna dell’epoca (e non solo). Molto belle le scene in cui le donne si muovono a passo di danza legate da fili, simboli dei legami dai quali non possono liberarsi. L’unico uomo, magistralmente interpretato, è solo un archetipo, senza luce propria, guidato anch’egli attraverso i fili e i legami dello schema del l’ideale che rappresenta, governato da quelle passioni che ha assunto come scenario di riferimento. Solo nel ruolo di Lorca perde la sua dimensione standardizzata e si nobilita in un trionfo catartico, nell’unione con la Morte, scortato prima da una processione di sacerdotesse in un crescente coinvolgimento emotivo col pubblico e successivamente accolto nella luce e nella bellezza della prima scena, la stessa che apre e chiude lo spettacolo.

Molto interessanti i (difficili) serrati dialoghi tra le donne, espressione di ceti sociali diversi, ma tutte avvolte dalla stessa umanità, un confronto tra frivolezza e reali problematiche di sopravvivenza.

Grande emozione suscita l’interpretazione del Lamento per Ignazio con la voce magica di Arnoldo Foà, resa più suggestiva dai movimenti quasi danzanti degli attori, che agiscono come una cassa di risonanza emotiva.

Per essere un saggio di una scuola di teatro, non ha nulla da invidiare al lavoro di compagnie già affermate, potrebbe essere tranquillamente inserito nel cartellone di una stagione teatrale e rappresentato in qualsiasi teatro.

Paolo Risaliti

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LORCA: recensione di una spettatrice

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“Nozze di sangue” stupenda rappresentazione di un dramma, di una tragedia. Nei miei occhi è rimasto il flamenco ballato che smorzava il tono drammatico della storia… e bellissimo rappresentare la sposa con una molteplicità di donne. Davvero molto originale!
La poesia “Alle cinque della sera” bellissima, dove ogni parola prendeva vita dai movimenti del corpo degli attori.
E la storia di Donna Rosita rappresentata in modo allegro e bianco nonostante il dramma finale!
Senza parlare della figura femminile che ha racchiuso in sé nascita e morte del poeta.
Davvero una bella serata! Grazie!
Mi sembra tanto difficile ma come fate a rendere tutto così moderno e originale?
Michela

LORCA | una biografia |domenica 26 maggio ore 21 Teatro Reims

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OFFICINA TEATRO ‘O

di Paolo Papini e Leonardo Torrini
presenta

LORCA
una biografia

Domenica 26 Maggio ore 21.00
TEATRO REIMS

Via Reims, 30 angolo Via Gran Bretagna (zona Gavinana) Firenze

Informazioni
tel 328-2793144 339-3318580 www.teatroo.it

LORCA

una biografia

sangue passione poesia

Conosciamo e amiamo Lorca da tempo e desideravamo che questo amore andasse oltre la messa in scena di un testo.
Ne abbiamo presi due tra i più belli e disperati ed una poesia struggente di dramma e passione.

E proprio come atto d’amore tutti gli attori si sono lasciati perdere in questo sangue pieno di poesia.
Come nasce un poeta? Come nasce Federico Garcia Lorca scrittore e compositore?

Abbiamo provato a viverne la straordinaria nascita, la breve ma intensa vita e la dolorosa e criminale morte.

LORCA
una biografia

Domenica 26 Maggio ore 21.00
TEATRO REIMS

Via Reims, 30 angolo Via Gran Bretagna (zona Gavinana) Firenze

Informazioni
tel 328-2793144 339-3318580 www.teatroo.it