Nuovi corsi di teatro | percorso fra i sensi: corpo, voce, gruppo

ph wpTutte le proposte della Officina Teatro ‘O per il 2018/2019

I anno – corso base

Alla scoperta delle proprie capacità espressive attraverso gioco, disinibizione, senso del ridicolo ed improvvisazione per stimolare la fiducia in sé e negli altri. Attraverso le attività di gruppo, con esercizi collettivi e di socializzazione, si approda alla scoperta dei limiti propri e altrui. Giocare con la voce imparando le basi di dizione e pronuncia e scoprendo le potenzialità del canale del suono. “Percorso fra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo”. E’previsto un saggio finale a teatro.

Corso aperto a tutti

II anno – corso avanzato

Ricerca ed Espressione dei sentimenti – estroversi e grotteschi, intimi e nascosti. Donare il proprio Corpo, Voce ed Emozioni al personaggio – Studio del Personaggio, Interpretazione. Messa in scena in teatro di un testo d’autore.

Si accede al Corso con un anno di esperienza teatrale

III anno – corso avanzato

Lavoro dell’attore nella sua completezza, dalle attività con il testo alla ideazione di spettacoli: Interpretazione, Studio del Personaggio, Corpo Vocale, Copione Mimico e Messa in Scena. Scopo del lavoro è la creazione di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

Laboratorio Attori Voce Corpo Sentimento

I grandi autori come punto di partenza. I classici sono diventati tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo. I grandi autori sono il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro del laboratorio sarà una esplorazione ed una ricerca continua. Dedicato a chi ha già esperienza e volantinolab-fila-webvuole cimentarsi con l’essenza della recitazione: voce, corpo, sentimenti. Prevista la creazione di uno spettacolo.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

La Bella Età

E’ un corso di teatro dedicato espressamente a chi ha compiuto più di 60 anni di età. Il corso, organizzato col patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 2 e 4, è indicato per coloro che desiderano aumentare le proplabellaetafronte-web1rie relazioni sociali, scoprire e sviluppare le capacità espressive, apprendere nuove tecniche per la memoria e tenersi in forma. (anche nella nostra sede di Firenze Sud presso Ex Fila in zona via Del Gignoro)

Biglietti sconto teatri

Anche questo anno la Officina Teatro ‘O ha siglato per i propri associati ed allievi alcune convenzioni con i più importanti teatri della regione (Teatro della Pergola, Teatro Puccini e Teatro di Rifredi di Firenze, Teatro Metastasio e Fabbricone di Prato… ) con sconti sui biglietti di ingresso dal 20% al 60%.

Durata corsi e laboratori: ottobre – maggio con lezioni serali; mattina per progetto Bella Età

Officina Teatro ‘O 

scuola di teatro a Firenze dal 1996

Presentazione Corsi 

Mercoledì 3 ottobre ore 21.30

Newstaz via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

Cosa succede quando ti iscrivi ad un corso di teatro? di Erika Gherardotti

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C’è un luogo, a Firenze, dove le persone prima entrano con un po’ di circospetta titubanza e poi ne escono arricchiti e contenti, questo luogo non è un posto onirico o immaginario, non è una fabbrica di sogni irrealizzabili o di false speranze, ma una vera e propria Officina di emozioni. Emozioni che s’intessono, emozioni che si rivivono, emozioni che si scoprono.

E’ un luogo d’incontro, un posto in cui si fanno nuove amicizie, un rifugio in cui per tre ore alla settimana ci si può sentire protetti, ma allo stesso tempo liberi.

Un posto in cui si cresce, ma allo stesso tempo si torna bambini, sì: lì si può ancora giocare a “facciamo finta di”. Le distanze sono accorciate e le barriere abbattute: ti confronti, ti scontri, ti incontri, con persone. Non esistono né anziani, né giovani, né belli, né brutti. Esiste il gruppo. Non c’è distinzione di sesso o di razza, è veramente un luogo democratico fondato sull’uguaglianza.

Passato, presente e futuro si fondono quindi in un nuovo tempo, quello teatrale.

Si sputa, si suda e si lavora, si mette alla prova la nostra memoria, o meglio: l’alleniamo.

Si crea e si disfa, ci si veste e ci si sveste, ci si alza e ci si siede, si urla e si sussurra, ci si lascia trasportare dalla musica e poi dal silenzio, si apre e si chiude il sipario, si accendono e si spengono le luci, si aprono e si chiudono le palpebre, si piange e si ride… potrei andare avanti per indefiniti opposti che inesorabilmente, qui, si attraggono.

Tutti coloro che decidono di mettersi in gioco sanno che andranno incontro a giudizio, ma quello più importante è quello che dai a te stesso.

Quando si inizia questo percorso bisogna essere umili prima, pretenziosi durante, coscienziosi poi, e tornare umili.  Ciò che davvero conta è la strada che facciamo per raggiungere il risultato, non il risultato stesso. E in questa strada non siamo soli: siamo accompagnati dal gruppo e guidati dagli insegnanti Leonardo Torrini e Paolo Papini, sono quest’ultimi che ci fanno scoprire quali sono gli attrezzi giusti per lavorare al fine del raggiungimento del nostro obiettivo, una volta che ce li abbiamo “in mano”, questi strumenti, impariamo via, via, ad utilizzarli, come fossimo seduti davanti ad una grande macchina meccanica fatta di infiniti ingranaggi all’interno di un officina. Officina è proprio il nome di questo luogo, Officina Teatro ‘O.
L’intero percorso formativo della scuola di teatro prevede 3 anni di scuola:

CORSO BASE I anno: disinibizione, improvvisazione, senso del ridicolo, giochi vocali, respirazione, improvvisazione, il gesto, dizione e pronuncia, saggio finale

CORSI AVANZATI II e III anno: interpretazione, studio del personaggio, corpo vocale, copione mimico, messa in scena.

C’è poi la possibilità di frequentare due diversi LABORATORI a tema Garcia Lorca Voce Corpo Sentimento e Shakespeare Voce Corpo Sentimento, per chi ha finito la scuola o per chi ha già un po’ di esperienza teatrale.

Per chi ha più di 60 anni di età, c’è un corso espressamente dedicato: LA BELLA ETA’, progetto nato col patrocinio del Comune di Firenze e dei Quartieri 2 e 4.

 

Se vuoi saperne di più, partecipa alla presentazione dei corsi che si terrà Mercoledì 3 Ottobre 2018 alle ore 21.30, presso NEWSTAZ in Via Attavante, 5 Firenze.

 

Officina Teatro ‘O

Per info: 055.4684591 – 339.3318580 – 328.2793144 e-mail: info@teatroo.it.

Sito: www.teatroo.it Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

 

Erika Gherardotti

Percorso fra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo | i nuovi corsi di teatro

ph wpTutte le proposte della Officina Teatro ‘O per il 2017/2018

I anno – corso base

Alla scoperta delle proprie capacità espressive attraverso gioco, disinibizione, senso del ridicolo ed improvvisazione per stimolare la fiducia in sé e negli altri. Attraverso le attività di gruppo, con esercizi collettivi e di socializzazione, si approda alla scoperta dei limiti propri e altrui. Giocare con la voce imparando le basi di dizione e pronuncia e scoprendo le potenzialità del canale del suono. “Percorso fra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo”. E’previsto un saggio finale a teatro.

Corso aperto a tutti

II anno – corso avanzato

Ricerca ed Espressione dei sentimenti – estroversi e grotteschi, intimi e nascosti. Donare il proprio Corpo, Voce ed Emozioni al personaggio – Studio del Personaggio, Interpretazione. Messa in scena in teatro di un testo d’autore.

Si accede al Corso con un anno di esperienza teatrale

III anno – corso avanzato

Lavoro dell’attore nella sua completezza, dalle attività con il testo alla ideazione di spettacoli: Interpretazione, Studio del Personaggio, Corpo Vocale, Copione Mimico e Messa in Scena. Scopo del lavoro è la creazione di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

La Bella Età

E’ un corso di teatro dedicato espressamente a chi ha compiuto più di 60 anni di età. Il corso, organizzato col patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 2 e 4, è indicato per coloro che desiderano aumentare le proplabellaetafronte-web1rie relazioni sociali, scoprire e sviluppare le capacità espressive, apprendere nuove tecniche per la memoria e tenersi in forma. (anche nella nostra sede di Firenze Sud presso Ex Fila in zona via Del Gignoro)

Laboratorio Shakespeare Voce Corpo Sentimento

Shakespeare come punto di partenza. I classici sono diventati tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo. Shakespeare è il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro del laboratorio sarà una esplorazione ed una ricerca continua. Dedicato a chi ha già esperienza e volantinolab-fila-webvuole cimentarsi con l’essenza della recitazione: voce, corpo, sentimenti. Prevista la creazione di uno spettacolo.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

Biglietti sconto teatri

Anche questo anno la Officina Teatro ‘O ha siglato per i propri associati ed allievi alcune convenzioni con i più importanti teatri della regione (Teatro della Pergola, Teatro Puccini e Teatro di Rifredi di Firenze, Teatro Metastasio e Fabbricone di Prato… ) con sconti sui biglietti di ingresso dal 20% al 60%.

Durata corsi e laboratori: ottobre – maggio con lezioni serali; mattina per progetto Bella Età

Officina Teatro ‘O 

scuola di teatro a Firenze dal 1996

Presentazione Corsi 

Martedì 3 ottobre ore 21.30

Newstaz via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

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Fino all’ultimo respiro – II parte

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Respirare diminuisce stress e dolore

 

 

L’espirazione, ovvero quando si rilascia l’aria accumulata in precedenza, provoca il rilassamento in tutto il corpo: chi ha paura di lasciarsi andare totalmente spesso ha qualche difficoltà quando deve espirare completamente e anche dopo una espirazione «forzata» tratterrà ancora un po’ d’aria nel petto. In verità si tratta di una vera e propria difesa contro la paura di non essere capace di immettere abbastanza aria, cosa per altro non vera nella quasi totalità delle persone.

Una persona in queste condizioni, o nel nostro caso un attore, costretta a lasciare andare completamente l’aria, potrà reagire con panico inspirando subito per riempire nuovamente il petto, e riacquistare una riserva d’aria di sicurezza. Questa paura di perdere tutta l’aria è l’espressione fisiologica di perdere la propria sicurezza.

Problemi di inspirazione. Quando dobbiamo approvvigionarci di aria: le persone che hanno paura di prendere contatto con la realtà, hanno difficoltà a inspirare e, se aprono la gola per un respiro profondo, possono sentirsi terrorizzate.

A parte quello descritto dell’articolo precedente, c’è un altro modo di respirare quando il bisogno di ossigeno si fa più urgente, come, per esempio, in molte attività faticose. In questo caso sono mobilitati i muscoli del torace e nei movimenti respiratori è coinvolto il petto.

In alcune persone quando il petto si espande nella inspirazione, la pancia viene come inghiottita all’interno e ciò produce un grave disagio perché il movimento verso il basso dei polmoni si blocca. Senza considerare che un tempo (almeno ai miei) agli uomini che facevano il militare era intimato di avere «petto in fuori e pancia in dentro» che equivale ad un efficacissimo blocco. Anche le donne hanno avuto nei decenni passati i loro blocchi sociali, basti pensare alla pancia piatta che la moda ha sempre imposto (e non serve andare troppo indietro al tempo dei corsetti)

Tutto ciò conduce ad un respiro piatto e poco profondo in cui il petto si irrigidisce e la pancia si contrae. Inoltre in questo modo è possibile controllare lacrime e singhiozzi; è la tipica sensazione che esprimiamo dicendo: «ho un nodo allo stomaco».

Respirare bene è anche molto importante per quanto riguarda l’emissione della voce. Molte persone educate fin da piccoli a non disturbare soffocano in sé la loro voce producendo una forte chiusura della gola e limitando seriamente il respiro. Proprio per questo attraverso la bioenergetica bisogna incoraggiare le persone a lasciare andare il suono della voce facendo gli esercizi di respirazione. La libera emissione dei suono diminuisce infatti sia lo stress che il dolore. Basta solo provare.

 

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

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Fino all’ultimo respiro – I parte

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Respirare è un semplice atto, forse il più naturale

Gli strumenti dell’attore sono essenzialmente il corpo, la voce ed i sentimenti. A ben vedere non ha bisogno di altro. Trucco, costumi, quinte, scene, musica ed altro sono un qualcosa in più che può servire o meno. Senza corpo voce e sentimenti invece non può esistere l’attore, non può esserci espressione e comunicazione.

Tutti e tre questi elementi possiedono un comune denominatore che è la respirazione, anzi una buona respirazione. Respirare è un semplice atto, forse il più naturale ed antico mai conosciuto. Attraverso il respiro assorbiamo l’ossigeno necessario ad alimentare le nostre energie ed i nostri corpi. In altre parole ci serve per vivere.
In effetti alla nascita non siamo affatto consapevoli di respirare, lo facciamo nel modo più spontaneo, libero, gratificante e completo possibile.

I problemi sorgono dopo, quando cresciamo, quando l’educazione, le esigenze sociali ed alcuni tabù ci costringono a conformarci ad alcuni modelli comportamentali che provocano un impoverimento ed una alterazione della cosiddetta respirazione naturale (e di conseguenza anche della voce naturale tanto cara a Kristin Linklater e valida per attori e cantanti) spesso per colpa di tensioni muscolari divenute croniche e sviluppatesi da conflitti emozionali.
Praticamente quasi ogni disturbo del respiro che abbiamo è dovuto a schemi creati negli anni, a blocchi inconsci o a particolari tensioni muscolari.

Talvolta il non riuscire a respirare con naturalezza può dipendere dalla paura di scoppiare in un pianto dirotto o dal timore di lasciarsi andare alle proprie emozioni.
Nella respirazione naturale e rilassata il diaframma si contrae e si abbassa permettendo ai polmoni di espandersi e gonfiarsi e quindi di incamerare la giusta quantità di aria spingendola verso il basso, in tal modo l’addome si allarga con un movimento verso l’esterno (in teatro spesso un po’ rudemente si dice gonfiare la pancia) . Il risultato? Il massimo di aria con il minimo sforzo.
La respirazione completa, naturale o ad onda che si voglia chiamare comincia profondamente nella pelvi e fluisce verso l’alto fino alla bocca; mentre avanza nel corpo, l’addome, il torace e la gola si espandono per accogliere l’aria. In molte persone tuttavia la gola è fortemente contratta e bloccata e impedisce l’espressione dei sentimenti che si possono manifestare fino ad arrivare anche a pianto e grida.

Per questo talvolta riuscire a piangere può sbloccare la tensione nella gola lasciando arrivare più liberamente l’aria al ventre. E’ quella sensazione di rilassamento e sollievo che tutti abbiamo provato almeno una volta al termine di un pianto dirotto.

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

 

Imparare a respirare per liberare le proprie emozioni

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Respirare è un semplice atto, forse il più naturale

Gli strumenti dell’attore sono essenzialmente il corpo, la voce ed i sentimenti. A ben vedere non ha bisogno di altro. Trucco, costumi, quinte, scene, musica ed altro sono un qualcosa in più che può servire o meno. Senza corpo voce e sentimenti invece non può esistere l’attore, non può esserci espressione e comunicazione.

Tutti e tre questi elementi possiedono un comune denominatore che è la respirazione, anzi una buona respirazione. Respirare è un semplice atto, forse il più naturale ed antico mai conosciuto. Attraverso il respiro assorbiamo l’ossigeno necessario ad alimentare le nostre energie ed i nostri corpi. In altre parole ci serve per vivere.
In effetti alla nascita non siamo affatto consapevoli di respirare, lo facciamo nel modo più spontaneo, libero, gratificante e completo possibile.

I problemi sorgono dopo, quando cresciamo, quando l’educazione, le esigenze sociali ed alcuni tabù ci costringono a conformarci ad alcuni modelli comportamentali che provocano un impoverimento ed una alterazione della cosiddetta respirazione naturale (e di conseguenza anche della voce naturale tanto cara a Kristin Linklater e valida per attori e cantanti) spesso per colpa di tensioni muscolari divenute croniche e sviluppatesi da conflitti emozionali.
Praticamente quasi ogni disturbo del respiro che abbiamo è dovuto a schemi creati negli anni, a blocchi inconsci o a particolari tensioni muscolari.

Talvolta il non riuscire a respirare con naturalezza può dipendere dalla paura di scoppiare in un pianto dirotto o dal timore di lasciarsi andare alle proprie emozioni.
Nella respirazione naturale e rilassata il diaframma si contrae e si abbassa permettendo ai polmoni di espandersi e gonfiarsi e quindi di incamerare la giusta quantità di aria spingendola verso il basso, in tal modo l’addome si allarga con un movimento verso l’esterno (in teatro spesso un po’ rudemente si dice gonfiare la panciresp2a) . Il risultato? Il massimo di aria con il minimo sforzo.
La respirazione completa, naturale o ad onda che si voglia chiamare comincia profondamente nella pelvi e fluisce verso l’alto fino alla bocca; mentre avanza nel corpo, l’addome, il torace e la gola si espandono per accogliere l’aria. In molte persone tuttavia la gola è fortemente contratta e bloccata e impedisce l’espressione dei sentimenti che si possono manifestare fino ad arrivare anche a pianto e grida.

Per questo talvolta riuscire a piangere può sbloccare la tensione nella gola lasciando arrivare più liberamente l’aria al ventre. (ed è quella sensazione di rilassamento e sollievo che tutti abbiamo provato almeno una volta al termine di un pianto dirotto)

Problemi di espirazione (quando si lascia andare l’aria) L’espirazione provoca il rilassamento in tutto il corpo: chi ha paura di lasciarsi andare totalmente spesso ha qualche difficoltà quando deve espirare completamente e anche dopo una espirazione «forzata» tratterrà ancora un po’ d’aria nel petto. In verità si tratta di una vera e propria difesa contro la paura di non essere capace di immettere abbastanza aria, cosa per altro non vera nella quasi totalità delle persone.

Una persona in queste condizioni, o nel nostro caso un attore, costretta a lasciare andare completamente l’aria, potrà reagire con panico inspirando subito per riempire nuovamente il petto, e riacquistare una riserva d’aria di sicurezza. Questa paura di perdere tutta l’aria è l’espressione fisiologica di perdere la propria sicurezza.

Problemi di inspirazione (quando dobbiamo approvvigionarci di aria) Le persone che hanno paura di prendere contatto con la realtà, hanno difficoltà a inspirare e, se aprono la gola per un respiro profondo, possono sentirsi terrorizzate.

A parte quello già descritto, c’è un altro modo di respirare quando il bisogno di ossigeno si fa più urgente, come, per esempio, in molte attività faticose. In questo caso sono mobilitati i muscoli del torace e nei movimenti respiratori è coinvolto il petto.

In alcune persone quando il petto si espande nella inspirazione, la pancia viene come inghiottita all’interno e ciò produce un grave disagio perché il movimento verso il basso dei polmoni si blocca. Senza considerare che un tempo (almeno ai miei) agli uomini che facevano il militare era intimato di avere «petto in fuori e pancia in dentro» che equivale ad un efficacissimo blocco. Anche le donne hanno avuto nei decenni passati i loro blocchi sociali, basti pensare alla pancia piatta che la moda ha sempre imposto (e non serve andare troppo indietro al tempo dei corsetti)

Tutto ciò conduce ad un respiro piatto e poco profondo in cui il petto si irrigidisce e la pancia si contrae. Inoltre in questo modo è possibile controllare lacrime e singhiozzi; è la tipica sensazione che esprimiamo dicendo: «ho un nodo allo stomaco».

Respirare bene è anche molto importante per quanto riguarda l’emissione della voce. Molte persone educate fin da piccoli a non disturbare soffocano in sé la loro voce producendo una forte chiusura della gola e limitando seriamente il respiro. Proprio per questo attraverso la bioenergetica bisogna incoraggiare le persone a lasciare andare il suono della voce facendo gli esercizi di respirazione. La libera emissione dei suono diminuisce infatti sia lo stress che il dolore. Basta solo provare.

 

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

 

Nuovi corsi e laboratori di teatro a Firenze!

ph wpTutte le proposte della Officina Teatro ‘O per il 2016/2017

I anno – corso base

Tratta la scoperta delle proprie capacità espressive, attraverso il gioco sulla disinibizione, sul senso del ridicolo e sull’improvvisazione. Il lavoro sul corpo, sulla respirazione e sul rilassamento è uno strumento essenziale per stimolare la fiducia in sé e negli altri. Attraverso le attività di gruppo, con esercizi collettivi e di socializzazione, si approda alla scoperta dei limiti propri e altrui. Parte integrante del corso è naturalmente il giocare con la voce, scoprendo volantino20frontehiresle potenzialità del canale del suono. La metodologia usata nell’affrontare le basi del gioco teatrale può essere sintetizzata attraverso l’espressione: “Un percorso fra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo”. E’previsto un saggio finale a teatro.

Corso aperto a tutti

II anno – corso avanzato

Ricerca ed Espressione dei sentimenti – estroversi e grotteschi, intimi e nascosti. Donare il proprio Corpo, Voce ed Emozioni al personaggio – Studio del Personaggio, Interpretazione. Messa in scena in teatro di un testo d’autore.

Si accede al Corso con un anno di esperienza teatrale

III anno – corso avanzato

Lavoro dell’attore nella sua completezza, dalle attività con il testo alla ideazione di spettacoli: Interpretazione, Studio del Personaggio, Corpo Vocale, Copione Mimico e Messa in Scena. Scopo del lavoro è la creazione di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

La Bella Età

E’ un corso di teatro dedicato espressamente a chi ha compiuto più di 60 anni di età. Il corso, organizzato col patrocinio del Comune di Firenze e del Quartiere 4, è indicato per coloro che desiderano aumentare le proplabellaetafronte-web1rie relazioni sociali, scoprire e sviluppare le capacità espressive, apprendere nuove tecniche per la memoria e tenersi in forma con tecniche di ginnastica lieve. (anche nella nostra sede di Firenze Sud presso Ex Fila in zona via Del Gignoro)

I Laboratori Shakespeare Voce Corpo Sentimento – Garcia Lorca Voce Corpo Sentimento

Shakespeare e Garcia Lorca come punto di partenza di due diversi percorsi di laboratorio. I classici sono diventati tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo. Shakespeare e Garcia Lorca sono il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro deilaboratori sarà una esplorazione ed una ricerca continua. Dedicato a chi ha già esperienza e volantinolab-fila-webvuole cimentarsi con l’essenza della recitazione: voce, corpo, sentimenti. Entrambi ilaboratori prevedono la creazione di uno spettacolo.

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

Biglietti sconto teatri

Anche questo hanno la Officina Teatro ‘O ha siglato per i propri associati ed allievi alcune convenzioni con i più importanti teatri della regione (Teatro della Pergola, Teatro Puccini e Teatro di Rifredi di Firenze, Teatro Metastasio e Fabbricone di Prato… ) con sconti sui biglietti di ingresso fino al 60%.

Durata corsi e laboratori: ottobre – maggio con lezioni serali e pomeridiane.

Presentazione Corsi Officina Teatro ‘O

Mercoledì 5 ottobre 2016 ore 21.30

NEWSTAZ via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

Laboratorio Garcia Lorca – poesia passione e morte

 

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Laboratorio a tema – poesia passione e morte in Garcia Lorca

«Il teatro – diceva Federico Garcia Lorca – è uno degli strumenti più efficaci, più utili per l’edificazione di un paese, un barometro che ne registra la grandezza o il declino. Il teatro è una scuola di lacrime e risa, una tribuna libera dalla quale si possono difendere morali vecchie o equivoche, così come si possono portare alla luce, mediante esempi viventi, le leggi eterne del cuore e dei sentimenti umani»

Garcia Lorca come punto di partenza. I classici sono diventali tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo. I testi, la poesia e la passione di Garcia Lorca sono il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro del laboratorio sarà una esplorazione ed una ricerca continua la cui finalità ultima e naturale è la creazione di uno spettacolo.

È un laboratorio dedicato a chi ha già fatto corsi base di teatro o ha già esperienza di palcoscenico. Per chi vuole lavorare in gruppo giocando con le possibilità espressive dell’attore. Si lavorerà singolarmente e in gruppo sugli elementi base della recitazione: voce, corpo, sentimenti.

“Eliminando gradualmente tutto ciò che è superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza trucco, costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, eccetera. Non può esistere senza la relazione con lo spettatore in una comunione percettiva, diretta. Questa è un’antica verità… ”

(Jerzy Grotowski, Per un Teatro Povero)

 

Un incontro alla settimana di due ore e mezzo il giovedì alle 18.30

 

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Presentazione dei corsi

mercoledì 5 ottobre ore 21,30

NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni
Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

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Salire la prima volta sul palco – un’interminabile scaramuccia di attimi

 

 

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Elio ci parla della sua prima volta sul palco. Una visione alterata, immaginifica e poetica del fare teatro

 

Ci fu un tempo… o meglio, un’interminabile scaramuccia di attimi, quasi un secolo di tante piccole ansie affilate, graffianti, funeste e l’attesa d’un’entrata in scena scavata come trincea di strazio.

 

Ci fu un tempo… e anche piuttosto lungo… Quel martellare discreto del cuore, il bisbigliare farneticante di battute strozzate, le sbirciatine oltre le quinte come l’approdo del prima possibile, gli abbracci clandestini per il comune salario dell’emozione, l’invocazione alla santa “merda, merda, merda” e poi…

 

… e poi un attimo, un lampo spezzato in un classique “notturno” e la naturalezza della vita a scorrazzare finalmente libera, disinibita, senza fronzoli se non quelli di scena, e con la spensieratezza d’un atto sognato e con la dizione dell’assoluto… ed è continuato così, senza pensare, ma con il dominio dell’unica evocazione possibile..cioè la misura di noi stessi che nemmeno uno “scontato” applauso può decidere!

Elio

 

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Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Presentazione dei corsi

mercoledì 5 ottobre ore 21,30

NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni
Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

Finalmente il laboratorio Shakespeare a Firenze Sud! di Paolo Papini

 

img_0612Laboratorio Shakespeare – voce corpo sentimento

La Officina Teatro ‘O – scuola di recitazione che proprio questo anno compie i 20 anni – arriva finalmente a Firenze sud con un laboratorio a tema su Shakespeare.

Shakespeare come punto di partenza. I classici sono diventali tali perché trattano temi universali che colpiscono nel profondo l’animo umano in qualsiasi tempo e luogo.

Shakespeare è il solido punto di partenza a cui appoggiarsi, ma l’arrivo è ignoto. Il lavoro del laboratorio sarà una esplorazione ed una ricerca continua la cui finalità ultima e naturale è la creazione di uno spettacolo.

È un laboratorio dedicatovolantinolab-fila-web a chi ha già fatto corsi base di teatro o ha già esperienza di palcoscenico. Per chi vuole lavorare in gruppo giocando con le possibilità espressive dell’attore. Si lavorerà singolarmente e in gruppo sugli elementi base della recitazione: voce, corpo, sentimenti.

“Eliminando gradualmente tutto ciò che è superfluo, scopriamo che il teatro può esistere senza trucco, costumi e scenografie appositi, senza uno spazio scenico separato (il palcoscenico), senza gli effetti di luce e suono, eccetera. Non può esistere senza la relazione con lo spettatore in una comunione percettiva, diretta. Questa è un’antica verità… ”

(Jerzy Grotowski, Per un Teatro Povero)

 

Un incontro alla settimana di due ore il mercoledì alle 18.30

Presso EX FILA via Leto Casini 11 Firenze Sud

 

Officina Teatro ‘O – scuola di teatro a Firenze dal 1996

Presentazione dei corsi

mercoledì 5 ottobre ore 21,30

NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

Info ed iscrizioni
Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

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Cosa succede quando ti iscrivi ad un corso di teatro? di Erika Gherardotti

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C’è un luogo, a Firenze, dove le persone prima entrano con un po’ di circospetta titubanza e poi ne escono arricchiti e contenti, questo luogo non è un posto onirico o immaginario, non è una fabbrica di sogni irrealizzabili o di false speranze, ma una vera e propria Officina di emozioni. Emozioni che s’intessono, emozioni che si rivivono, emozioni che si scoprono.

Ricordi di un passato che sembrava appunto passato, ma che è ancora lì presente nella scatola della nostra memoria, pronto per essere ripreso, scomposto e utilizzato all’occasione, per far vivere, gioire o disperare questo o quell’altro personaggio.

E’ un luogo d’incontro, un posto in cui si fanno nuove amicizie, un rifugio in cui per tre ore alla settimana ci si può sentire protetti, ma allo stesso tempo liberi.

Un posto in cui si cresce, ma allo stesso tempo si torna bambini, sì: lì si può ancora giocare a “facciamo finta di” non importa che tu abbia 18 o 93 anni. Ed ecco che il giovane operaio diventa l’anziano datore di lavoro e il pensionato, con un passato da dirigente, diventa un giovane garzone. Le distanze sono accorciate e le barriere abbattute: ti confronti, ti scontri, ti incontri, con persone che appartengono alla tua, alla passata o alla futura generazione. Non esistono né anziani, né giovani, né belli, né brutti. Esiste il gruppo. Non c’è distinzione di sesso o di razza, è veramente un luogo democratico fondato sull’uguaglianza.

Passato, presente e futuro si fondono quindi in un nuovo tempo, quello teatrale.

Si sputa, si suda e si lavora, si mette alla prova la nostra memoria, o meglio: l’alleniamo.

Si crea e si disfa, ci si veste e ci si sveste, ci si alza e ci si siede, si urla e si sussurra, ci si abbraccia e ci si spinge, si salta e ci si sdraia, ci si lascia trasportare dalla musica e poi dal silenzio, si apre e si chiude il sipario, si accendono e si spengono le luci, si aprono e si chiudono le palpebre, si nasce e si muore, si piange e si ride, potrei andare avanti per indefiniti opposti che inesorabilmente, qui, si attraggono.

Tutti coloro che decidono di mettersi in gioco sanno che andranno incontro a giudizio, ma quello più importante è quello che dai a te stesso.

Quando si inizia questo percorso bisogna essere umili prima, pretenziosi durante, coscienziosi poi, e tornare umili, dopotutto, anche secondo il grande ordine delle cose, l’uomo è sempre un essere discente nei confronti della vita. Bisogna quindi non abbattersi nel caso in cui alla fine il risultato non è stato come quello sperato, quello che conta è la strada che facciamo per raggiungerlo. E in questa strada non siamo soli: siamo accompagnati dal gruppo e guidati dagli insegnanti Leonardo Torrini e Paolo Papini, sono quest’ultimi che ci fanno scoprire quali sono gli attrezzi giusti per lavorare al fine del raggiungimento del nostro obiettivo, una volta che ce li abbiamo “in mano”, questi strumenti, impariamo via, via, ad utilizzarli, come fossimo seduti davanti ad una grande macchina meccanica fatta di infiniti ingranaggi all’interno di un officina. Officina è proprio il nome di questo luogo, Officina Teatro ‘O.
L’intero percorso formativo della scuola di teatro prevede 3 anni di scuola:

CORSO BASE I anno: disinibizione, improvvisazione, senso del ridicolo, giochi vocali, respirazione, improvvisazione, il gesto, dizione e pronuncia, saggio finale

CORSI AVANZATI II e III anno: interpretazione, studio del personaggio, corpo vocale, copione mimico, messa in scena.

C’è poi la possibilità di frequentare due diversi LABORATORI a tema Shakespeare Voce Corpo Sentimento e Garcia Lorca Voce Corpo Sentimento, per chi ha finito la scuola o per chi ha già una qualche esperienza teatrale.

Per chi ha più di 60 anni di età, c’è un corso espressamente dedicato: LA BELLA ETA’, progetto nato col patrocinio del Comune di Firenze e dei Quartieri 2 e 4.

 

Se vuoi saperne di più, partecipa alla presentazione dei corsi che si terrà Martedì 3 Ottobre 2017 alle ore 21.30, presso NEWSTAZ in Via Attavante, 5 Firenze.

 

Officina Teatro ‘O

Per info: 055.4684591 – 339.3318580 – 328.2793144 e-mail: info@teatroo.it.

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Erika Gherardotti

LA MERDA di Silvia Gallerano

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Bruco o farfalla?

 

Ci vuole un bel coraggio, a oltrepassare la linea gialla, e a buttarsi…senza nessuno che ci inciti. Cosi inizia lo spettacolo del bruco Silvia Gallerano, che tesse il suo bozzolo intorno a se, all’interno del quale ci sono conformismo, luoghi comuni…e la sua incertezza iniziale esplode con la finale nascita della farfalla, che avrà ingoiato merda, cibo, cazzi, umiliazioni, per diventare una donna nuova, che sa, che conosce cosa sono e quali sono le difficoltà di affermazione che nel nostro tempo farciscono la vita di una donna. Donnetta incerta, lamentosa, lacrimosa, con voce noiosa, si presenta così, però con i suoi atteggiamenti tutti calcolati: “io vado, faccio il provino, e dico e faccio” dove il verbo non è al futuro, ma al presente. Lei sa già cosa accadrà, quale mediocrità la investirà, quale cibo dovrà mangiare, quali cazzi dovrà succhiare. E ci gioca su….”mi metto a piangere, e lui mi guarda” , sa quali sono i suoi limiti, “le cosce grosse” , ben sapendo che dopo tutto questo sacrificio, questo abituarsi, ciò che uscirà sarà una donna nuova, e libera, libera di essere quello che vuole.

Il bruco Silvia Gallerano si presenta in scena vestita solo di rossetto…si, solo di rossetto, coi suoi occhi chiari e magnetici, con l’assenza del bisogno di vestirsi, assenza di colori, perché quando si è bruco non ci sono colori, niente importa se non la propria ricerca nell’affermarsi, nel divenire farfalla. Si presenta in cima a un trespolo, e in realtà guarda tutti dall’alto anche se nessuno lo capisce, e borbotta l’inno d’Italia, come fosse una canzonetta senza senso, senza profondità. Il suo monologo distinto in tre momenti, le Cosce, il Cazzo e la Fama, ci fa capire quali sono i luoghi comuni affrontati: quei luoghi comuni che creano oppressi ed oppressori, che fanno della mediocrità e dello squallore la ricchezza di molti; mediocrità e squallore che Silvia, il bruco, utilizza per affermarsi come nuova creatura, se li porta dentro al bozzolo e se ne nutre, uscendone poi come una donna nuova, con la propria dignità, senza preconcetti, senza doversi classificare oppresso od oppressore. Viene in mente un Pasolini, nelle 120 giornate di Sodoma, dove i ruoli sono ben distinti e muore la speranza e la dignità. Qui invece c’è tanta dignità, tanto divenire, tanta fatica, tanto sacrificio.

Dice una canzone…le donne lo sanno, sanno già tutto come si fa.

Si, ma ci vuole un bel coraggio a oltrepassare la linea gialla, e divenire una donna nuova, libera…

 

Sara Marzo

Visto al Teatro Puccini di Firenze

POESIA DI BASSO LIVELLO

IMG_9520Il nostro allievo Luciano del corso La Bella Età – teatro per over 60 ci ha deliziato con una sua composizione scritta per la festa del XX anno della scuola. Con immenso piacere la pubblichiamo per gli assenti e – soprattutto – per i posteri! Ah, Alcuni riferimenti sono di difficile comprensione, alla vostra immaginazione il compito di provvedere.

 

 

Io mi scuso per l’ardire

di voler farvi sentire

un poema assai imperfetto

ma che ho scritto per affetto così a almeno a tutti resta

il ricordo della festa

 

Possa Dante perdonare

quel che vado a declamare

 

Cari attori convenuti

per gli auguri ed i saluti

stare insieme è un gran piacere

perchè c’è mangiare e bere

 

Qui si cerca d’imparare

a star sul palco e recitare

non abbiam molta speranza

ma per noi non ha importanza

chi fa il corso bella età

se il destino lo vorrà

pur con molti inciampi e affanni

verrà a scuola altri trent’anni

e chi è un po’ traballante

ci verrà con la badante

 

Noi siam ligi e molto attenti

un modello di studenti

al sapere siamo aperti

e d’uccelli ormai esperti

mamma e figli Biribaula

ci tormentano nell’aula

 

Se d’antracola i torrioni

c’han sfinito anche i marroni

della mamma e gli uccellini

e i tristi lor destini

dopo mesi io direi

ne abbiam pien gli zibidei

 

Or vorrei prendere il destro

di parlare del maestro

 

Lui ci gira a tutti intorno

e c’insegna a dir buongiorno

mette in moto il nostro corpo

lo raddrizza anche se è storto s’interessa al culo e all’ano

per fortuna da lontano

e con grazia e con mestiere

ci fa aprire lo sfintere

 

Poi ci insegna anche a parlare

e perfino a respirare

per capir come si fa

s’aspettava questa età

 

Quarantuno venti trenta

un po’ strani si diventa

non si sa cosa vuol dire

si fa finta di capire

ma ci serve per le prove

sei diciotto cinque nove

 

Quant’è bello improvvisare

niente a mente da imparare

son per noi piccole sfide

ci si impegna e poi si ride

 

Ora devo stare attento

perché è serio l’argomento

vi propongo una preghiera

che potete dir la sera

 

Per il corso bella età

la preghiera è questa qua

 

A te Dio Budda o Maometto

d’esser bravo lo prometto

ma ti chiedo un gran favore

te lo chiedo con il cuore

quando giochi col destino

fai le cose per benino

dacci ancora tanti anni

di una vita senza affanni

 

Tu lo sai che noi attori

siamo giovani nei cuori

ma nel corpo un po’ maturi

tu fai in modo che ci duri

 

Se l’orologio della vita

ci segnala che è finita

tu prolunga questo orario

non ci chiudere il sipario

 

Sia preghiera oppur poesia

questo è scritto e così sia

 

Ma ora basta raccontare

dir poesie o recitare

è il momento degli auguri

per quest’anno ed i futuri

tutti quanti in allegria

chi vuol essere lieto sia

 

 

Luciano

7 febbraio 2016

 

Officina Teatro ‘O scuola di recitazione dal 1996

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Sogni di Sogni di Gianluigi Tosto

puccini

Il difficile sta nel sentire la musica del racconto

 

Quando si legge un libro, a parer mio, ci si deve immedesimare in ciò che viene scritto, a prescindere dallo stile, prolisso o meno, dalla quantità di pagine, che spesso frenano il lettore poco avvezzo. Il difficile, non è leggere, seguire le parole, una dietro l’altra, rispettando col pensiero la punteggiatura, messa adeguatamente a rispettare i tempi, i respiri. Il difficile sta nel sentire la musica del racconto, della frase, delle parole, che fra sé si legano in un’unica armonia, con toni e sottotoni, alti e bassi dissonanze e no, fraseggi fra strumenti. E’ come sentire un concerto, fatto di note, di colori, di emozioni, di climi. E per arrivare a questo bisogna leggere molto, e anche quando leggi molto a volte avviene la magia. Qual è questa magia? Ah! Impossibile da definire…la magia è magia.

E così sono andata a sentire Gianluigi Tosto leggere Tabucchi…E mi sono detta….vediamo…come mi dico sempre quando non mi aspetto grandi cose. Si, perché gli attori che noi pensiamo, quelli che vediamo in uno spettacolo, ce li pensiamo corredati di tutto il resto, palco, musiche, scenografie….ma da zero a dieci quanto bisogna essere per usare solo la voce per farti vedere la scenografia, i colori delle parole? Già; quanto bisogna essere?

Prendiamo un libro di Tabucchi, si, quello che ha scritto sostiene Pereira. Sogni di sogni…magari Tabucchi ci sta anche un po’ sull’anima. E sinceramente l’ultima cosa che ci viene in mente è leggere Tabucchi.

Prendiamo quattro o cinque sogni, ad esempio, ambientati nelle nostre zone, Fiesole, Siena, il chiostro di san Marco, la maremma toscana, Silvia, Debussy….uff…non lo so se vorrei leggerlo.

Prendiamo un piccolo palco, un pancale più che altro, una luce, anche fastidiosa, un computer, un leggio, e una voce, una voce che sappia colorare ciò che legge, che sappia darci l’emozione adeguata, che sappia interpretare, non leggere, che sappia dare altra musica, che sappia unire il significato al clima….e così siamo tutti dentro la pancia del mostro, e lontano cerchiamo la luce, siamo tutti accanto alla ninfa, che aiuta il musicista a trovare le sue note, perché la musica deve fermare il tempo che passa, siamo tutti accanto a Silvia, selenita in questo magico sogno, siamo tutti fuoco, il fuoco del mondo, siamo tutti volatili, siamo tutti……

Quando si sente leggere qualcosa, che ti viene la voglia di leggerla anche a te, che ti viene la voglia di andare li, proprio li dentro dove il lettore ti fa capire che ci può essere uno spazio anche per te, fra le parole, le consonanti, le vocali, dentro a una virgola, dentro a una corsa, dentro a una fatica….allora avviene la magia. E la domanda sorge spontanea…quanto bisogna essere per far percepire agli uditori proprio quello che Tabucchi ha scritto? Bisogna essere parecchio….forse bisogna essere Tosto. Grazie per l’aperitivo signor Tosto…ci vedremo alla prossima avventura.

Sara Marzo

Visto il 22 gennaio 2016 al Teatro Puccini di Firenze

 

 

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Giuseppe Cederna – un attore di teatro con la T maiuscola

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Giuseppe Cederna

 

Si, va bene, ok, nobili origini, grandi film, blablabla… ma vogliamo davvero definirlo un attore anche di teatro?

Con questa premessa me ne sono andata a teatro, al Puccini, che di nobile, forse, ha solo il nome, dove una settimana prima ero andata a vedere una cabarettista… mah.

E così, dopo un caracollare fra il traffico da Careggi alle Cascine, con l’emozione nel cuore, emozione che da sempre ho quando vado a teatro, anche se vado a vedere uno spettacolo dell’amico della zia della nonna del cugino, quindi di nessuno, mi sono fiondata nel foyer.

Nel frattempo ci ripenso… vediamo questo Giuseppe Cederna…

E invece…

Ma facciamo un quadretto un po’ meno confuso… Giuseppe Cederna, “figlio del giornalista, ambientalista e politico italiano Antonio Cederna e nipote della scrittrice e giornalista Camilla Cederna, Giuseppe Cederna esordisce come attore nel 1982 con Cercasi Gesù. Tra le sue interpretazioni più note vi è la parte del soldato Antonio Farina, follemente innamorato di una prostituta che poi sposerà, nel film Mediterraneo (1991). Sempre diretto da Gabriele Salvatores, aveva interpretato…” così recita Wikipedia.

Ci ritroviamo in trincea… sacchi di sabbia e una porticina, che si apre in una capanna di fango… con una piccola luce… un uomo disteso sui sacchi di sabbia, sembra quasi morto, e sussulta al fragore delle palle di cannone. E’ la guerra, ma perché la guerra? E quale guerra… qui inizia il nostro viaggio nella storia. 28 giugno 1914, Sarajevo, teatro dell’incipit, teatro di mille guerre, teatro dell’Europa, di quell’Europa che verrà seminata coi fucili, arata coi cannoni, dove nascerà il frumento delle spade.

E non si risparmia, Giuseppe, e ci racconta dei corsi e ricorsi storici, Abramo e Isacco, di come era fatta davvero l’europa, di come le persone giovanissime e per questo senza storia si armano di bombe.

Francesco Ferdinando e la moglie Sofia percorrono i viali di Sarajevo, in mezzo alla folla, e la descrizione mi riporta indietro ma non troppo a Kennedy. L’attentato andrà a buon fine nel senso che solo dopo un mese l’Austria-Ungheria dichiara guerra alla Serbia, e di rimbalzo tutta l’europa verrà inglobata nel conflitto più abominevole e gigantesco della storia. Giuseppe ci racconterà di ragazzi, che vanno alla morte, di cultura, nelle vesti di Ungaretti e non solo, di paesaggi, di tristezza, ma più che altro di devastazione, che lascia sempre comunque spazio a uno spiraglio di speranza. Giuseppe, con la voce, ma più che altro col corpo, ci racconta lo strazio, la desolazione, l’abbandono, la perdita dell’umanità insita nel concetto di uomo.”Le leggi stesse della fraternità dovetti ignorare che fossero leggi” ci dice col corpo e con la voce., “…e continuai la mia guerra, reparti isolati senza ordini dall’alto…”.

Capelli e Manzoni, i musicisti, ci mettono del loro, ma mentre spesso la musica aiuta un attore, laddove manca di bravura, qui fa da colonna sonora fondamentale, come in una tela ogni filo colorato ha la sua importanza, e come in una tela, se mancasse quel filo, ci sarebbe un buco.

Perfetto, uno spettacolo perfetto, con un equilibrio fra parole, musica, movimenti, e più che altro emozioni, difficile da sostenere e da portare avanti per tutto quel tempo. E continuiamo ancora a domandarci, come sempre d’altronde, ma perché è scoppiata la guerra, ma perché poeti come Ungaretti e il resto han dovuto perdere tutto quel tempo a far finta di non essere uomini?

La domanda, questa domanda, resterà certamente senza un’ottima risposta.

La mia domanda ha certamente una risposta: sì, possiamo definire Giuseppe Cederna anche un bellissimo attore di teatro, di teatro passionale, di teatro con la T maiuscola, come pochi se ne vedono. E scusate la mia ignoranza.

 

Sara Marzo

Visto il 4 dicembre al Teatro Puccini di Firenze

 

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Perché si dice Merda in teatro? Viola ed altre scaramanzie assortite

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Merda! No al viola! Toi toi toi

Partiamo dal viola. Ebbene sì, questo colore è, almeno in Italia, il più odiato ed evitato da tutti gli artisti del palcoscenico. Non crediate a chi vi dice di non crederci, tutti gli attori sono scaramantici ed il vecchio detto “non è vero ma non si sa mai… ” è la risposta più gettonata. Perché dunque il viola? Perché viola erano i paramenti sacri usati durante il periodo di Quaresima e nel medioevo veniva vietato ogni tipo di rappresentazione teatrale o spettacolo pubblico che si teneva nelle piazze delle città durante quei giorni. Gli attori, o più generalmente gli artisti che vivevano di teatro, non potevano dunque  lavorare durante il periodo di Quaresima ed erano costretti a sbarcare il lunario con altri mezzi o a soffrire di stenti. Con il passare del tempo, malgrado siano cambiate le condizioni di vita degli artisti e degli attori, il viola è divenuto ugualmente una vera superstizione. Anche se io non ci credo, beninteso.

In Francia invece si usa non vestire di verde in scena. Verde era l’abito indossato da Molière che morì il 17 febbraio 1673 di tubercolosi poche ore dopo aver recitato Il Malato immaginario. In verità in scena era soltanto collassato ma tanto bastò. In Spagna invece è considerato di cattivo auspicio indossare in scena il colore giallo. Paese che vai, colore che trovi.

Ed infine eccoci giunti alla esclamazione più famosa, quella che attori o anche coloro che hanno calcato per una unica volta il palco non possono non conoscere: Merda merda merda! (spesso accompagnata da altri gesti di rinforzo, tipo pacca sul sedere) . L’espressione risale all’epoca in cui si viaggiava su carrozze tirate da cavalli e la presenza di molti escrementi equini davanti al teatro suggeriva quindi la presenza di molto pubblico, cosa che non poteva che essere apprezzata dagli attori.

Vi sarebbe una ulteriore storia molto interessante sul perché si dica merda, una storia lontana in cui si parla del castagnaccio, sì, proprio quel castagnaccio, il dolce… ma si tratta di una storia lunga e fantasiosa di cui magari parleremo in altre occasioni.

Chi invece preferisce non pronunciare la parola Merda può utilizzare il germanico toi toi toi, sempre ripetuto tre volte, il cui significato corrisponde al nostro toccare il ferro o fare le corna. Ma volete mettere la soddisfazione di urlare tutti assieme Merda merda merda!

 

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Ultimi posti per l’anno 2015/2016!

ragazzi ed adulti

I anno – 3 posti disponibili
II anno – esaurito
III anno – esaurito
Laboratorio Shakespeare – 2 posti disponibili

teatro per over 60
La Bella Età – 1 posto disponibile

La cura del teatro

foto 2 (12)La cura del teatro

Partecipare allo stage della Officina Teatro ‘O si è rivelato una di quelle cure a efficacia cento per cento. Divertimento totale, emozione profonde, messa alla prova, senza trascurare tutti gli aspetti tecnici interessanti… gli effetti si sono visti su tutti i partecipanti! Tutti sono risultati ‘liberi’, tutti sono usciti dalle loro abitudini… ciò è stato evidente nelle piccole rappresentazioni finali; tutte espressive, nessuna banale, quasi geniali…
Lo stare insieme, l’esperienza alla ricerca delle disabitudini, il fuori ordinario weekend, hanno reso ancora un po’ più difficile il lunedì… volevo dell’adrenalina!

Samantha

 

 

Presentazione dei corsi

giovedì 1 ottobre ore 21,30 NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

 

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Gli opposti si attraggono un po’ sì un po’ boh

foto 2 (12)La inaspettata libertà di prendersi cura di se stessi attraverso il teatro

Gratificata e contenta. Così la stanchezza davvero non l’ho sentita oggi a lavoro, né la sento adesso. Un’esperienza intensa, formativa, emozionante, bella. Una nuova e insolita consapevolezza di te stesso, del tuo corpo e delle tue emozioni. La voglia di esprimere ed esprimersi. La consapevolezza che abbiamo i mezzi per farlo e non li usiamo perché dimentichiamo di averli… o forse neppure ce ne accorgiamo. Inizio a capire meglio quanto il teatro sia dare e quanto noi invece siamo abituati a chiedere.

Tiberia

Inaspettata mattina di metà settembre, catapultato in un luogo altro.
Avverto subito il delicato tocco della libertà, della leggerezza di affacciarmi alla dimensione del gioco.
Indosso una maschera per ritrovare me stesso, per riscoprire il mio corpo nelle sue singole membra, per ascoltare il mio respiro.
Profonda empatia ed armonia con i miei compagni di viaggio.
Da non crederci…
Cammino, osservo, farnetico e sogno all’interno di uno spazio geometrico, chiuso da buffi birilli arancioni.
Qui si liberano le mie sensazioni, nel labirinto della fantasia, nella dimensione ovattata e pacifica dell’ascolto e dell’osservazione di ciò che mi circonda.

Mi muovo intorno ad un albero che mi sembra di conoscere da sempre e mi sorprendo ad ascoltare nuovamente il mio respiro, la mia voce, i miei passi sul terreno. 
Sempre di più questa sensazione di libertà inaspettata, inaspettata.
Mi sento facente parte di un gruppo di esseri viventi e tutto intorno a me avverto il palpito inebriante della vita.
Striscio sul pavimento di una stanza chiusa e mi sento padrone del mio corpo, libero di esprimere tutto ciò che provo.

Indugio per lunghi minuti ad accarezzare due docili gattini nati da poco e mi soffermo ad ascoltare le storie bizzarre di un simpatico templare tornato dal passato.
Poi, quando già presagisco con dispiacere che il sogno sta per svanire, una rassicurante nenia che fa ancora parte di quel mondo mi accompagna dolcemente durante il tragitto che mi riporta alla realtà: “Gli opposti si attraggono un po’ sì un po’ boh / Gli opposti si attraggono un po’ sì un po’ boh…”

Marco

VolantinoFronte.WEB

 

Presentazione dei corsi

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Come è possibile aver aspettato tutti questi anni per farlo?

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Alcuni allievi/attori ci parlano della loro esperienza di due giorni di stage di teatro in campagna

Comincerei proprio dal rientro. Soddisfazione, pienezza, gioia. Sono solo alcune delle sensazioni che avevo dentro quando sono andato a letto. La cosa ancora più bella è che il giorno dopo al risveglio erano ancora lì a farmi apprezzare la vita.
Lo stage è stato faticoso ma bellissimo. Ho visto me stesso e gli altri mettere in pratica le cose imparate durante l’anno di corso e durante lo stage stesso, con una naturalezza impressionante.
La creatività tirata fuori da tutti nello spettacolo finale mi ha emozionato e mi ha fatto riflettere su quante cose belle ci sono in ognuno di noi e su quanto il teatro sia uno strumento meraviglioso. Mi sono anche chiesto come sia possibile che abbia aspettato tutti questi anni per farlo. Ma ogni cosa ha il suo tempo.
Poi che dire del resto.
Voi siete stati magnifici, ci avete condotto in luoghi fantastici, a volte immaginari a volte concreti e profondi. Il gruppo era splendido,siamo tornati tutti bambini e abbiamo giocato al gioco della finzione divertendoci da morire. Questo si percepiva nell’aria. C’era una atmosfera di gioco e di gioia. Di complicità. C’era passione in voi ed in noi.
Per tutto questo vi ringrazio e vi voglio bene.

Pietro

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Sono rientrata nella routine con un’energia che non avevo da tempo. Essermi presa cura di me mi ha riempito di voglia di dare agli altri e voi sapete quanto viene chiesto dalla vita ad ognuno di noi. Sono stati due giorni intensi, fisicamente, soprattutto emotivamente… ma rifarei tutto subito! Grazie per tutto e per avermi fatto sentire di nuovo me stessa.

Liza

È passato il carro ed insieme con i nostri Lucignoli siamo andati nel paese dei balocchi e ci siamo messi a giocare, ma con noi stessi, mettendoci a nudo con sincerità, perciò invece di diventare asini siamo diventati migliori. È stato bello intenso difficile e magico. Grazie a voi.

Lucia

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Presentazione dei corsi

giovedì 1 ottobre ore 21,30 NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

 

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Al limite del gioco: corsi, stages e laboratori di teatro

VolantinoFronte.WEB

Tutte le proposte della Officina Teatro ‘O per il 2015/2016

I anno – corso base

Percorso tra i sensi: col corpo, nella voce, in gruppo“. Scoperta delle proprie capacità espressive – Disinibizione, Senso del Ridicolo, Improvvisazione. Il Corpo – Rilassamento, Respirazione, Fiducia in sé e negli altri. La Voce – Canale del Suono, Tipi di Voce, Giochi Vocali. Il Gruppo – Esercizi Collettivi, Socializzazione, Scoperta dei limiti propri e altrui. Saggio finale in teatro. 

Corso aperto a tutti

II anno – corso avanzato

Ricerca ed Espressione dei sentimenti – estroversi e grotteschi, intimi e nascosti. Donare il proprio Corpo, Voce ed Emozioni al personaggio – Studio del Personaggio, Interpretazione. Messa in scena in teatro di un testo d’autore.

Si accede al Corso con un anno di esperienza teatrale

III anno – corso avanzato

Lavoro dell’attore nella sua completezza, dalle attività con il testo alla ideazione di spettacoli: Interpretazione, Studio del Personaggio, Corpo Vocale, Copione Mimico e Messa in Scena. Scopo del lavoro è la creazione di uno spettacolo in tutti i suoi aspetti. 

Si accede al Corso con almeno due anni di esperienza teatrale

Durata: ottobre – maggio, lezioni serali.

VolantinoLABfronte.WEB

Laboratorio Shakespeare
voce          corpo         sentimento

Un laboratorio dedicato a chi ha già fatto corsi base di teatro o comunque ha già una qualche esperienza di palcoscenico.
Un laboratorio per chi vuole lavorare in gruppo giocando ed esplorando con le possibilità espressive dell’attore.
Un laboratorio per lavorare sugli elementi base della recitazione: voce, corpo, sentimenti.
Un laboratorio per creare insieme ad altri uno spettacolo.

Un incontro alla settimana di due ore il giovedì alle 18.30

 

LaBellaEtaFronte.WEBLa Bella Età – fare teatro dopo i 60 anni

Hai almeno 60 anni? Ti piacerebbe fare teatro?
Questo è un corso di teatro dedicato espressamente a chi ha compiuto più di 60 anni.
Partecipare ad un corso di teatro significa molto di più del solo recitare su di un palco.

Ecco alcuni benefici che si possono ottenere:

 

Aumentare le tue relazioni sociali

Aggiornare le proprie conoscenze

Sentirti bene con gli altri e di conseguenza con te stesso/a

Utilizzare le tue competenze

Scoprire e sviluppare le tue capacità espressive

Imparare a parlare meglio (dizione e pronuncia)

Sperimentare le tue emozioni in un ambiente sicuro

Apprendere nuove tecniche per la memoria

Tenerti in forma con tecniche di ginnastica lieve

 

Proprio per tutti questi motivi il Comune di Firenze ed il Quartiere 4 hanno deciso di dare il loro patrocinio a questo percorso e di sostenerlo.

 

Un incontro alla settimana di due ore in orario 10-12
Stage2015Fronte

Stage “Abitudine&Disabitudine”

due giorni di stage di teatro in agriturismo nella campagna aretina

ULTIMI 2 POSTI DISPONIBILI

Due intense giornate dedicate al teatro attraverso un lavoro approfondito su parola e movimento, lavorando su tutte le abitudini che ci condizionano quotidianamente. Due giorni da dedicare a se stessi e alla propria creatività conoscendo altre persone unite dalla stessa passione.

In un ambiente protetto e a contatto con la natura, ospiti in una antica pieve in provincia di Arezzo sulla via Francigena ad un’ora circa di distanza da Firenze.

19 e 20 settembre

 

Presentazione dei corsi

giovedì 1 ottobre ore 21,30 NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

 

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O