Parlare non dicendo niente – NIGHT BAR di Pinter


A dirla tutta mi emoziono sempre un po’ quando vado a teatro. Mi emoziono ancora di più quando riconosco un’attrice.

In Night bar ci sono quattro storie, che possono snocciolarsi nel susseguirsi del tempo. E mentre lo spazio, il bar in questo caso, rimane lo stesso nel tempo, il tempo vola via proponendoci situazioni diverse. E dico situazioni, che ci forniscono elementi per delineare protagonisti e soggetti umani diversi. Quelli che troviamo nei bar, nei bar come questo, di periferia, un bar come mille, con storie e personaggi che si incrociano. Prima di soffermarmi sugli attori voglio fare un paragone, che potrebbe sembrare un cazzotto nello stomaco. Ho visto un altro spettacolo in cui la location, il bar, era la stessa. Un bar dimesso, di terza categoria, dove si susseguivano personaggi che discutevano fra di se, dove venivano delineati caratteri diversi, dove insomma si mostravano un po’ tutti i tipi di avventori. Sto parlando di “Animali da bar”, della Carrozzeria Orfeo.

In questo caso invece si ha la sensazione che il tempo scorra, e ci proponga una successione di momenti. Mentre dapprima il bar è chiuso, e nella prima scheggia i due protagonisti sono gangster di terza mano, in seguito, nelle altre tre schegge c’è vita, una strana vita, che mette in evidenza la solitudine dei singoli, la dicotomia della coppia, la faccia squallida della notte. E allora si che gli attori la fanno da padrone! Sono loro che animano il bar, sono loro che danno quel carattere triste e dimesso al bar. Magistrale Nicola Pannelli, che ahimè non ho mai visto a teatro, gangster psicolabile, barista discreto e anonimo, avventore alticcio e innamorato. Una splendida Arianna Scommegna (che l’anno scorso ho visto in uno spettacolo bellissimo, drammatico e forte, Utoya) ragazza borderline che fa un monologo dei suoi pensieri della durata di circa mezz’ora, e poi signora scicchettona capitata col marito nel bar sbagliato. Ottimo Sergio Romano nella parte del gangster bullo di borgata, prepotente e incapace, ubriaco e silenzioso, gestore strafatto di un improbabile bar.

Uno spettacolo che fa pensare, a quanto spesso pur parlando non diciamo niente, e pur vivendo siamo solo voci nello spazio e nel tempo.

Grazie

 

Sara Marzo

Visto al Teatro Metastasio di Prato

venerdì 16 febbraio 2018

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THE GHOSTS

 

Uno spettacolo di poesia e tecnica incredibile. Una perla nel panorama teatrale. Un non spettacolo. Perdetelo e perderete qualcosa di diverso. Se invece cercate i classici restate a casa, non fa per voi. ghosts-foto-thomas-aurin
TEATRO FABBRICONE PRATO, 17-18 aprile 2016

PRIMA NAZIONALE

THE GHOSTS

coreografia e regia CONSTANZA MACRAS

In questa sua nuova creazione, Constanza Macras cerca di avvicinarsi al mondo della Repubblica popolare cinese, usando un personale punto di vista ed i suoi infallibili metodi artistici.
L’ispirazione arriva durante un viaggio a Pechino, Guangzhou e Shanghai nella primavera del 2013. Macras mette a fuoco la Cina attraverso l’arte straordinaria del circo cinese, i suoi numeri di spettacolare equilibrismo e prodezze acrobatiche quasi sovrumane, ormai leggendarie.
Da 2000 anni gli acrobati cinesi sono un tramite per promuovere la fama e la fortuna della Cina e in questo senso sono uno dei cliché occidentali sul paese.

Nella sua esplorazione artistica, Macras si concentra in particolare sulle vite e le parabole artistiche di alcuni acrobati cinesi ormai alla fine della loro carriera. Sono questi ultimi i “fantasmi” di cui parla il titolo: artisti giovanissimi destinati a vivere una parabola professionale intensa e piena di gloria, ma molto breve. Spesso, infatti, a soli 25 anni, la carriera di un acrobata, è già finita.

THE GHOSTS
orario domenica ore 16.00, lunedì ore 21.00
durata 105 minuti senza intervallo

Biglietto sconto speciale allievi OFFICINA TEATRO ‘O

Gianna Mattei
Teatro Metastasio Stabile della Toscana
coMETa – Comunicazione e Promozione
Via B. Cairoli, 59 Prato
tel 0574 608536
promozione@metastasio.it
http://www.metastasio.it
Contatto skype: promozione teatro metastasio
http://www.facebook.com/metastasio

TEATRO METASTASIO di Prato e Officina Teatro ‘O

 

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E’ un onore per noi confermare la convenzione tra Officina Teatro ‘O ed il prestigioso TEATRO METASTASIO di Prato.

Vi ricordiamo che anche questo anno l’offerta del MET sarà proposta in ben quattro teatri: TEATRO METASTASIO, FABBRICONE, FABBRICHINO e TEATRO MAGNOLFI.

Anche per questa stagione sarà possibile, per i nostri allievi ed iscritti, poter sottoscrivere sia biglietti per singoli spettacoli che abbonamenti a prezzi speciali! Per le informazioni riguardo alla convenzione tra il TEATRO METASTASIO e la OFFICINA TEATRO ‘O per i nostri allievi ed associati potete contattare:

Info ed iscrizioni

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

Presentazione Corsi Teatro Officina Teatro ‘O
giovedì 1 ottobre ore 21,30 NEWSTAZ Via Attavante 5, Firenze

 

PROGRAMMA STAGIONE 2015-2016

TEATRO METASTASIO teatro stabile della Toscana

FABBRICONE

FABBRICHINO

TEATRO MAGNOLFI

 

STAGIONE 15/16 Spettacoli in abbonamento

 

8/25 ottobre – Magnolfi

UTOYA

un testo di Edoardo Erba

con la consulenza di Luca Mariani, autore de Il silenzio sugli innocenti

regia SERENA SINIGAGLIA

scena Maria Spazzi

assistente alla regia Sveva Raimondi

con Arianna Scommegna e Mattia Fabris

PRIMA ASSOLUTA

 

30/31 ottobre – Metastasio

SCHWANENGESANG D744.

concezione e regia ROMEO CASTELLUCCI

musiche Franz Schubert

interferenze Scott Gibbons

collaborazione artistica Silvia Costa

drammaturgia Christian Longchamp

 

3/4 novembre – Fabbricone

17/20 dicembre + 21/24 marzo – Magnolfi

NON DIRLO

Il Vangelo di Marco

Monologo di Sandro Veronesi

tratto dall’omonimo libro pubblicato da Bompiani

 

5/15 novembre – Metastasio

PORCILE

di Pier Paolo Pasolini

regia VALERIO BINASCO

 

11/29 novembre – Magnolfi

VIRTU DELL’OSCURITA

drammaturgia di Paola Bigatto e Lisa Capaccioli

liberamente tratto da Le tre ghinee di Virginia Woolf

un’idea di Lisa Capaccioli

con Elena Ghiaurov

PRIMA ASSOLUTA

 

17 novembre – Metastasio

IL SANGUE

Spettacolo-concerto

ideazione e regia PIPPO DELBONO

con Pippo Delbono, Petra Magoni

 

18/19 novembre – Fabbricone

LA NOTTE

uno spettacolo-concerto di PIPPO DELBONO

da La nuit juste avant les forets di Bernard-Marie Koltes

con Pippo Delbono

 

26/29 novembre – Metastasio

SCANDALO

di Arthur Schnitzler

con STEFANIA ROCCA, FRANCO CASTELLANO

regia FRANCO PERO

 

4/6 dicembre – Metastasio

HOTEL BELVEDERE

di Odon von Horvath

traduzione Paolo Magelli

regia PAOLO MAGELLI

produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana

 

8 dicembre – Fabbricone

Arturo Annecchino in

MISSALAIKA

Arturo Annecchino, pianoforte

Ivanka Mazurkievic, voce

SYMPHoNIA BAND:

Opera quasi rock di Arturo Annecchino

 

11/13 dicembre – Fabbricone

GIOCHI DI FAMIGLIA

di Biljana Srbljanović

traduzione Paolo Magelli

regia PAOLO MAGELLI

produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana

 

8/10 gennaio – Magnolfi

IL CONTRABBASSO

di Patrick Suskind

regia LUCA GIBERTI

con Andrea Nicolini

 

15/17 gennaio – Fabbricone

PAVLA NAD PREPADOM

(Pavla sul precipizio)

ispirato alla vita della scalatrice di montagne Pavla Jesih

di Andrej E. Skubic

regia Matjaž Pograjc

con Maruša Oblak, Katarina Stegnar, Barbara Ribnikar, Primož Bezjak, Uroš Kaurin, Boris Kos, Blaž Šef

drammaturgia Tomaž Toporišič

scene Tomaž Štrucl, Sandi Mikluž

 

21/24 gennaio – Metastasio

Adriana Asti

IL MARE E BLU

Jadasmeeristblau

Canzoni, poesie, teatro

BERTOLT BRECHT – KURT WEILL

direzione musicale Alessandro Nidi

clarinetto Massimo Ferraguti

fisarmonica Nadio Marenco

nuova produzione Teatro Metastasio Stabile della Toscana

 

28/31 gennaio – Fabbricone

ALLA META

di Thomas Bernhard

traduzione Eugenio Bernardi

regia WALTER PAGLIARO

scene Sebastiana Di Gesu

musiche a cura di Ilario Grieco

con Micaela Esdra

 

29/30 gennaio – Metastasio

ANELANTE

di FLAVIA MASTRELLA ANTONIO REZZA

con Antonio Rezza

con Ivan Bellavista e con tre attori-performer

mai scritto da Antonio Rezza

habitat di Flavia Mastrella

 

4/7 febbraio – Metastasio

IL SINDACO DEL RIONE SANITA

di Eduardo De Filippo

con Eros Pagni,

regia MARCO SCIACCALUGA

 

11/14 febbraio – Metastasio

L’UOMO, LA BESTIA E LA VIRTU

di Luigi Pirandello

con Geppy Gleijeses, Marco Messeri

regia GIUSEPPE DIPASQUALE

 

18/21 febbraio – Metastasio

TI REGALO LA MIA MORTE, VERONIKA

di Federico Bellini e Antonio Latella

liberamente ispirato alla poetica del cinema fassbinderiano

regia ANTONIO LATELLA

 

26/28 febbraio – Fabbricone

CRAVE

di Sarah Kane

regia PIERPAOLO SEPE

 

1/3 marzo – Fabbricone

LA PROVA

testo, regia e coreografia PASCAL RAMBERT

con (in ordine di apparizione) Anna Della Rosa, Laura Marinoni, Luca Lazzareschi, Giovanni Franzoni

 

3/6 marzo – Metastasio

I RUSTEGHI

di Carlo Goldoni

regia GIUSEPPE EMILIANI

scenografia Federico Cautero

 

17/20 marzo – Metastasio

IL BUGIARDO

di Carlo Goldoni

adattamento Valerio Binasco

regia VALERIO BINASCO

 

30/31 marzo – Fabbrichino

Paolo Graziosi in

EDIPO IN COMPAGNIA

con Elisabetta Arosio

scritto e diretto da ALBERTO BASSETTI

 

1/10 aprile – Fabbricone

MEDEA

di Seneca

regia PAOLO MAGELLI

 

14/17 aprile – Metastasio

Franco Branciaroli in

ENRICO IV

di Luigi Pirandello

regia FRANCO BRANCIAROLI

 

17/18 aprile – Fabbricone

THE GHOSTS

coreografia e regia CONSTANZA MACRAS

drammaturgia Carmen Mehnert

 

13/22 maggio – Magnolfi

Luigi Lo Cascio

IL SOLE E GLI SGUARDI

La poesia di Pier Paolo Pasolini in forma di autoritratto

uno spettacolo di Luigi Lo Cascio

con Luigi Lo Cascio e Nicola Console

regia LUIGI LO CASCIO

 

Spettacolo inserito in CONTEMPORANEA FESTIVAL 2015 (25 settembre/4 ottobre)

25/26 settembre – Fabbricone

HALLO

progetto, direzione, scenografia, coreografia e performance Martin Zimmermann

drammaturgo Sabine Geistlich

sviluppo-scenografia, direttore tecnico del progetto Ingo Groher

CONTEMPORANEA FESTIVAL 2014 & Officina Teatro ‘O

 

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Eccoci giunti finalmente all’inizio di una nuova stagione di rappresentazioni teatrali, continuiamo questa carrellata tra i più importanti teatri di Firenze, Prato e provincia col TEATRO METASTASIO e FABBRICONE di Prato ed il primo evento dell’anno con CONTEMPORANEA FESTIVAL 2014.
Prima di passare in rassegna il folto cartellone un doveroso ringraziamento alle sempre disponibili e professionali Gianna Mattei e Marta Marti.

Ricordiamo che per gli allievi della OFFICINA TEATRO ‘O anche questo anno  i biglietti e gli abbonamenti alla stagione 2014/2015 del TEATRO METASTASIO, FABBRICONE e MAGNOLFI di Prato sono a prezzi scontati, per informazioni e dettagli:

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

Blog: officinateatroo.wordpress.com

Facebook: www.facebook.com/pages/Officina-Teatro-O

CONTEMPORANEA FESTIVAL 2014

26 / 9 – h. 20.30 | TEATRO FABBRICONE

JORIS LACOSTE-ENCYCLOPÉDIE DE LA PAROLE (F)

SUITE N°1 “ABC”

biglietto 10,00 € (ridotto Officina Teatro ’O 5€)

spettacolo in 12 lingue con sovratitoli

“”ABC” sminuzza e rigenera la parola. (…) quando usciamo, abbiamo voglia di ascoltare e usare parole più giovani, di essere attenti, di non lasciarci sfuggire niente.” estratto dalla recensione scritta su klpteatro http://www.klpteatro.it/abc-la-parola-si-libera-dagli-stereotipi-e-nel-gioco-trionfa

30 settembre h. 22 | Teatro Magnolfi

Ivana Müller (F) | WE ARE STILL WATCHING

Biglietto 7 euro (ridotto Officina Teatro ’O 3.50 euro)

Are we still watching? (Stiamo ancora guardando?):

una domanda che si insinuerà lentamente nei vostri pensieri, minuto dopo minuto durante “We Are Still Watching”

Una feroce riflessione, trasfigurata in azione, sul nostro ruolo nella società contemporanea.

Il pubblico diventa protagonista….lo spettatore è l’attore. venite a leggere il copione…

1 ottobre h 17.30 e h 18.30 | Piazza delle Carceri

COMPAGNIE YOANN BOURGEOIS (F)| CAVALE

(ingresso libero)

“Cavale” è una rappresentazione spettacolare tra cielo e terra: due uomini gemelli si abbandonano al vuoto senza mai fermarsi, su una scala che non porta da nessuna parte. La caduta è una trama che si ripete.

3 – 4 ottobre h. 18|

TONY CLIFTON CIRCUS | MISSIONE ROOSEVELT

Spettacolo itinerante (partenza dal Teatro Metastasio)

biglietto 10,00 € (ridotto Officina Teatro ’O 5€)

Siete pronti a invadere la città?

a trasformarvi (armati di sedia a rotelle) in un plotone colorato che sfiderà i tabu’, alla conquista delle strade, delle piazze, dei vicoli di Prato? #conte14

4 ottobre h. 21.30 | Teatro Fabbricone

OSCAR GÓMEZ MATA / COMPAGNIE L’ALAKRAN (CH) | LA MAISON D’ANTAN

biglietto 10,00 € (ridotto Officina Teatro ’O 5€)

Un atto di scambio pubblico.

Tre attori e un gruppo di bambini e ragazzi del territorio metteranno in dubbio le credenze comuni

Ispirato a una favola di R. L. Stevenson (La casa di Eld) l’opera “La Maison D’Antan” ci porterà in un territorio inesplorato dove gioco, scena e le regole più spietate della società prenderanno vita.

CLÔTURE DE L’AMOUR Teatro Metastasio di Prato – 13/15 DICEMBRE

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“Sono due lunghe battute”

Questa la definizione con cui Luca Lazzareschi ha accolto gli allievi della Officina Teatro ‘O parlando dello spettacolo in scena fino a domani al Teatro Metastasio di Prato.

Non fatevi fuorviare dalla locandina dello spettacolo (e nemmeno dalla foto qui sopra) e correte al Teatro Metastasio di Prato per vedere questa particolare, intensa e forte messa in scena.

Due lunghi monologhi sulla fine di un amore (dell’Amore, di tutti gli amori possibili) con cui l’autore Pascal Rambert descrive la fine di una relazione.

Tra accuse e rivendicazioni giornaliere i due attori si vomitano addosso tutto quello che le nostre esistenze hanno conosciuto. L’autore aggiunge però momenti di alto lirismo, immagini poetiche che ogni spettatore vorrebbe portarsi a casa scritte su un foglio. Ma anche rabbia e violenza quotidiana. Forte, crudo ma mai volgare e banale.

La poesia si mescola sapientemente allo squallore quotidiano. La citazione colta alla meschinità con cui la coppia ha convissuto fino ad allora.

E’ difficile comprendere chi vinca e chi perda alla fine. Forse entrambi. O probabilmente nessuno. Come sostiene una spettatrice “al termine di questo spettacolo si ha la sensazione che entrambi i personaggi siano cambiati, tutti qua.”

Spettacolo molto bello.  Luca Lazzareschi e Tamara Balducci attori bravissimi, sia nella recitazione che nella intensità e difficoltà che questo genere di messa in scena comporta. Due bravure e due talenti diversi e magnifici al tempo stesso. Un uomo ed una donna alla Chiusura del loro amore.

Fino a domani pomeriggio (ore 16) al Teatro Metastasio di Prato.

TEATRO METASTASIO STABILE DELLA TOSCANA & OFFICINA TEATRO ‘O

NATALE IN CASA CUPIELLO

Eccoci giunti finalmente all’inizio di una nuova stagione di rappresentazioni teatrali, iniziamo questo carrellata tra i più importanti teatri di Firenze, Prato e provincia dal TEATRO METASTASIO STABILE DELLA TOSCANA e FABBRICONE di Prato.
Prima di passare in rassegna il folto cartellone un doveroso ringraziamento ai direttori Paolo Magelli e Massimo Luconi e alle sempre disponibili e professionali Gianna Mattei e Marta Marti.

Ricordiamo che per gli allievi della OFFICINA TEATRO ‘O anche questo anno tutti i biglietti e gli abbonamenti del TEATRO METASTASIO STABILE DELLA TOSCANA e FABBRICONE sono a prezzi scontati, per informazioni e dettagli:

Telefoni: 055 4684591 – 328 2793144 – 339 3318580

Sito: www.teatroo.it

Mail: info@teatroo.it

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STAGIONE 2013/2014

26/27 ottobre – Metastasio

LA CANTATRICE CALVA

di Eugène Ionesco
regia MASSIMO CASTRI

Eugène Ionesco è uno dei rappresentanti più famosi del teatro dell’assurdo. Porta in scena i temi esistenziali dell’uomo moderno, incomunicabilità, falsità di rapporti, routine, difficoltà di dare un senso all’esistenza.
La cantatrice calva (1950) è una commedia in cui Ionesco si presenta come autore d’avanguardia, deciso a voltare le spalle al teatro canonico e sfuggire al realismo e alla psicologia.
Particolarità: Ionesco aveva deciso di imparare l’inglese e leggendo un manuale di conversazione rimase colpito dall’involontaria comicità dei dialoghi, rendendosi conto di avere davanti agli occhi un testo quasi pronto, facilmente adattabile in chiave umoristica. La bizzarria del titolo suggerisce chissà quali significati simbolici; niente di tutto questo, fu solo il risultato del lapsus di un attore durante le prove.

6/10 novembre – Metastasio

IL RITORNO A CASA

di Harold Pinter
regia PETER STEIN

Il ritorno a casa è probabilmente il testo più cupo di Pinter. I profondi pericoli insiti nelle relazioni umane, il rapporto precario tra i sessi, la famiglia dove i comportamenti formali si tramutano in aggressività fatale e violenza sessuale quando uno dei fratelli con la sua nuova moglie ritorna dall’America, questi sono i temi di Il ritorno a casa. Come spesso accade Pinter lascia il finale aperto: la donna imponente con gli uomini frignanti ai suoi piedi senza che nessuno sappia cosa potrà accadere poi.

15/24 novembre – Fabbricone

GIOCHI DI FAMIGLIA

di Biljana Srbljanovic
con la Compagnia Stabile del Teatro Metastasio:
regia PAOLO MAGELLI

Giochi di Famiglia si svolge nella periferia degradata di una qualsiasi città europea e racconta di quattro bambini soli che giocano a fare gli adulti, ed è proprio aderendo alla cattiveria del mondo che ci circonda che questi bambini ci offriranno la possibilità di guardarci dentro l’anima e di toccare la brutalità che ognuno di noi nasconde dentro di sé. Il  testo rappresenta l’occasione per parlare della famiglia in una civiltà come la nostra che ha il culto della famiglia e di parlarne in modo spietato. Questi bambini parlano di genitori che in realtà non ci sono mai. Siamo noi grandi i grandi assenti. Questa famiglia che non c’è crea un modello non solo criticabile ma anche attaccabile. E il bambino alla fine di ogni scena uccide sempre i genitori e sempre in modo diverso. C’è della creatività disarmante, dispettosa ma soprattutto disperata e disperante. Un testo che crea discussione, disagio e un dolore sorridente, che ti lascia un punto di domanda nella mente e nello stomaco.

28 novembre/1° dicembre – Metastasio
ADRIANA ASTI in
LA VOCE UMANA / IL BELL’INDIFFERENTE

di Jean Cocteau
regia BENOÎT JACQUOT
La voce umana
Una donna al telefono, nella sua camera da letto, aggrappata alla flebile voce dell’uomo che l’ha lasciata per un’altra. Il celebre atto unico – un intenso monologo della protagonista – ripercorre drammaticamente la parabola dell’amore finito.
Il bell’indifferente
Scritto per Edith Piaf, un altro celebre monologo femminile sulla fine di un amore. Alla presenza di una muta e indifferente figura maschile.
Le due pièce si susseguono, nessun intervallo, solo il tempo di modificare la scena. L’attrice scenderà dal palcoscenico, assisterà al cambio degli arredi da una poltrona della prima fila, risalirà non appena pronta la scena. La voce umana (Cocteau) “… una camera, un personaggio, l’amore, e l’accessorio banale delle camere moderne, il telefono… (l’autore) vorrebbe che l’attrice desse l’impressione di sanguinare, di perdere il suo sangue come una bestia azzoppata, per terminare l’atto in una camera piena di sangue.”

6/8 dicembre – Fabbricone
LA STANZA

di Harold Pinter
interpretato e diretto da Teatrino Giullare
Spettacolo Finalista Premio Ubu per la Scenografia
All’interno della finestra di un palazzo di periferia, macchiato dall’ombra di una presenza misteriosa, si svolgono vicende umane di solitudine, insicurezza, pericolo incombente dai risvolti comici ed inquietanti. Una donna chiusa in un appartamento di un oscuro caseggiato e il suo silenzioso marito sentono la loro casa misteriosamente minacciata da presenze enigmatiche, da sospetti e preoccupanti personaggi in stato di guerra psicologico. L’aria della stanza si addensa, si carica di incertezza, di ansia, di violenza.
In bilico tra realtà e finzione, tra falso e vero, due attori danno vita a sei personaggi dando modo ai protagonisti di manifestare la propria ambiguità attraverso maschere iperrealistiche in grado di deformarsi e sorprendere, in un vortice di apparizioni che amplifica l’enigma e l’attualità del testo.

13/15 dicembre – Metastasio
Monografie di protagonisti
CLÔTURE DE L’AMOUR

uno spettacolo di PASCAL RAMBERT
traduzione Bruna Filippi
con Luca Lazzareschi, Tamara BalducciIn una grande stanza bianca, una donna e un uomo si parlano attraverso due lunghi monologhi – che non arriveranno mai a farsi dialogo – interrogandosi sulle ragioni della fine della loro storia d’amore. Il flusso ininterrotto di parole, le domande-risposte che si scatenano e la respirazione bloccata creano una sorta di maratona tra paura e liberazione: è proprio lì, nel mezzo del momento doloroso, che Pascal Rambert ci porta, senza temere di disturbare, di creare dubbio, di immergerci nei meandri di una storia che porta inesorabilmente alla rottura. Due sguardi, due parole, due corpi e due silenzi per raccontare la violenza di un amore che muore. Alla domanda “chi amiamo quando amiamo?” Pascal Rambert non dà nessuna risposta, ma si aggira semplicemente nelle possibilità, senza rifiutare quei luoghi comuni che usano almeno una volta due persone che si separano, che cercano assieme le ragioni del proprio disamore.

9/12 gennaio – Metastasio
FRANCO BRANCIAROLI in
IL TEATRANTE

di Thomas Bernhard
regia FRANCO BRANCIAROLI
Testo graffiante scritto nel 1985 dal grande romanziere e drammaturgo austriaco Thomas Bernhard, raramente rappresentato in Italia.
In un oscuro teatro di provincia, un attore-autore di origine italiana frustrato e megalomane si trova alle prese con uno spettacolo impossibile, stretto tra la propria ambizione – che gli fa scrivere testi deliranti e respingenti – e la necessità della compagnia, composta dalla sua stessa famiglia, più impegnata a sbarcare il lunario che a dare dignità al proprio lavoro. Tra invettive e paradossi sulla vita e sulla morte, sulla società e sulla felicità, il vecchio attore vedrà ancora una volta frustrato il tentativo di portare in scena La ruota della storia, testo pretenzioso e non compreso da nessuno.
Pessimista come nessun altro, Bernhard non dà possibilità di riscatto né al teatro né all’uomo. Eppure, proprio nel recitare il proprio fallimento fino all’ultima goccia di sangue, il teatro compie ancora una volta il proprio (forse inutile ma non meno sorprendente) miracolo.
Grottesco, comico fino alle lacrime, tutto pervaso da una ruvida tenerezza che è come il fantasma dell’ormai impossibile pietà.

16/19 gennaio – Fabbricone
AMLETÒ
(gravi incomprensioni all’Hotel du Nord)

con Daniele Biagini, Manuel D’Amario, Elena Fazio, David Gallarello, Pia Lanciotti, Gianluca Merolli, Selene Jovy Rosiello, Federica Stefanelli
regia GIANCARLO SEPE
Si poteva immaginare la famosa tragedia narrata nella Francia del 1939? La storia di Amleto come narrata da “I Parenti Terribili”, piena di tradimenti e gelosie, rimpianti e vendette, morti violente e valzer musette, amori inconfessabili e strane apparizioni… Letti d’amore e di morte che vagolano nella sera d’estate al chiaro di luna al suono delle voci di Arletty, Josephine Baker e di Marguerite Boule’, canzoni d’amore e di disperazione, che Amleto soffre e vive sullo sfondo di una società impazzita, che corre e balla, e che sta per svanire sotto i colpi di una guerra sanguinaria.
Essere o non essere… l’uomo del destino, colui che vendicherà non solo il padre ucciso a tradimento, ma soprattutto il suo amore per Gertrude, incauta madre, incauta moglie e forse, inconsapevole assassina. Tutto troverà la sua risposta nella festa mascherata organizzata nell’ Hotel du Nord… forse! La guerra che scoppia alla fine dello spettacolo svuoterà di colpo l’albergo, mentre Amleto, solo, si aggirerà tra valigie e maschere abbandonate in terra, alla rinfusa, come dei corpi senza più vita.

23/26 gennaio – Metastasio
LA BISBETICA DOMATA
di William Shakespeare
regia ANDREJ KONCHALOVSKIJ

È stato sceneggiatore di due capolavori di Andrej Tarkovskij come L’infanzia di Ivan e Andrej Rublëv; a Hollywood ha girato film interpretati da Kurt Russel, Isabella Rossellini, Sylvester Stallone, Nastassja Kinski; a teatro ha diretto Juliette Binoche ne Il gabbiano.
È Andrej Konchalovskij, invitato dal Napoli Teatro Festival Italia a portare in città per la sesta edizione un nuovo spettacolo. La scelta è caduta su La bisbetica domata: «Potrei fare tutto Shakespeare perché è la vita stessa, una combinazione fantastica di terra e cielo, volgarità e poesia. I suoi personaggi sono più grandi della vita e hanno quel tocco di follia e assurdità che li rende più interessanti. Ho scelto La bisbetica perché, per la mia prima regia italiana, volevo un’opera italiana. Questa commedia rappresenta il vostro paese molto più di Romeo e Giulietta. È ambientata a Padova, i personaggi sono tutti italiani, e c’è anche la commedia dell’arte, pur se scritta da Shakespeare». L’ambientazione evocherà l’Italia degli anni Venti, con una scenografia più proiettata che costruita, le cui atmosfere strizzeranno l’occhio a Fellini. «La bisbetica – conclude il regista – sarà frutto di improvvisazione e coraggio, le doti che occorrono per reagire alla vita e al destino. Ogni spettacolo è un viaggio nell’oscurità che con la lingua, le scene, la personalità del regista e degli attori diventa luce».

30 gennaio/2 febbraio – Metastasio
IL SERVITORE DI DUE PADRONI
da Carlo Goldoni
regia ANTONIO LATELLA

La menzogna è il tema che appartiene totalmente a questa commedia.
Dietro la figura di Arlecchino (Truffaldino) la commedia si nasconde a se stessa, mente. Dietro agli inganni, ai salti, alle capriole del servitore più famoso del mondo la commedia mente agli spettatori: il personaggio che tanto li fa ridere è insieme tutte le menzogne e i colori degli altri personaggi. È uno specchietto per le allodole e sposta il punto di ascolto dell’intera commedia. Non c’è una figura onesta, tutto è falso, è baratto, commercializzazione di anime e sentimenti.
Cosa resta? Il vuoto, graffiato dal sorriso beffardo delle maschere. Se togliamo i salti, gli ornamenti, la recitazione meccanica fatta di suono ma mai di testo e sottotesto, se togliamo le maschere, cosa resta? Il vuoto, forse l’orrore della nostra contemporaneità. L’orrore dell’uomo che davanti al peso del denaro perde peso, diventa anoressico: non è corpo in un costume che tutto permette ma scheletro in un corpo che tutto limita.
Antonio Latella

7/9 febbraio – Fabbricone
IL PADIGLIONE DELLE MERAVIGLIE

di Ettore Petrolini
regia MASSIMO VERDASTRO
Il padiglione delle meraviglie, scritto da Ettore Petrolini nel 1924, è una delle opere teatrali più amare e crudeli del grande attore e drammaturgo romano. In un atto unico in due quadri, l’autore fa rivivere l’ambiente che l’ha visto nascere all’arte: quella piazza Guglielmo Pepe di Roma, piena di baracconi e variegata umanità – guitti, ciarlatani, lottatori, donne magnetiche, selvaggi – dove il grande comico, poco più che adolescente, si esibiva come ‘donna sirena’.

13/16 febbraio – Metastasio
Omaggio a Edoardo De Filippo
LE VOCI DI DENTRO

di Eduardo De Filippo
regia TONI SERVILLO
Dopo la lunga tournée internazionale della Trilogia della villeggiatura di Goldoni, Toni Servilo torna al lavoro sulla drammaturgia napoletana dell’amato Eduardo.
Le voci di dentro è la commedia dove Eduardo, pur mantenendo un’atmosfera sospesa fra realtà e illusione, rimesta con più decisione e approfondimento nella cattiva coscienza dei suoi personaggi, e quindi dello stesso pubblico. L’assassinio di un amico, sognato dal protagonista Alberto Saporito, che poi lo crede realmente commesso dalla famiglia dei suoi vicini di casa, mette in moto oscuri meccanismi di sospetti e delazioni. Si arriva ad una vera e propria atomizzazione della coscienza sporca di cui Alberto Saporito si sente testimone al tempo stesso tragicamente complice, nell’impossibilità di far nulla per redimersi. Eduardo scrive questa commedia sulle macerie della seconda guerra mondiale, ritraendo con acutezza una caduta di valori che avrebbe contraddistinto la società, non solo italiana, per i decenni a venire.

18/23 febbraio – Metastasio
I RAGAZZI IRRESISTIBILI

di Neil Simon
con Eros Pagni, Tullio Solenghi
regia MARCO SCIACCALUGA
I ragazzi irresistibili di Neil Simon è un classico della risata per due attori, Eros Pagni e Tullio Solenghi, dalla forte vena comica; è un omaggio alla vecchiaia di due grandi comici e insieme un’affettuosa testimonianza della gloriosa tradizione del vaudeville americano. È una commedia attraversata insieme da una comicità calorosa e da una poetica nostalgia; fonte per uno spettacolo, in cui un dialogo scintillante coniuga perfettamente realtà e finzione, attraverso il contributo recitativo di attori dalla forte personalità comunicativa.
Scritto negli anni della piena maturità di Neil Simon (classe 1927), I ragazzi irresistibili andò in scena con grande successo nel dicembre 1973, trovando ben presto anche la via dello schermo: sia cinematografico (1975, con Walter Matthau e George Burns), sia televisivo (1995, con Peter Falk e Woody Allen). Questa storia di due ex comici di vaudeville che, dopo aver trascorso insieme più di quarant’anni della loro vita, si erano separati, ponendo così fine a una coppia di successo. Mentre Al Lewis (Tullio Solenghi) è andato in pensione e vive tranquillamente la propria vecchiaia, Willie Clark (Eros Pagni) non ha mai perdonato al socio di averlo privato del lavoro, mettendo la sua vita e la sua carriera sotto naftalina molto prima di quanto lui avesse voluto. Ora, per iniziativa del nipote e agente di Willie, la coppia ha l’occasione di ricomporsi per proporre davanti all’occhio della telecamera lo sketch che l’aveva resa celebre; ma molti ancora sono gli ostacoli da superare, inaspriti dal trascorrere degli anni e dagli acciacchi dell’età.
Annota il regista Marco Sciaccaluga a proposito dei due protagonisti: «Il loro ritrovarsi dopo anni, il tentare una difficile ripartenza nel loro mare che è il teatro, ci racconta di una sete, di una ‘joie de vivre’ che è esplicitamente contenuta nella metafora del vaudeville di cui sono magnifici, anche se un po’ arrugginiti specialisti. C’è tanto di Cechov in questo capolavoro di Neil Simon: il suo sguardo ironico sull’uomo, la sua nostalgia, il suo scanzonato ‘refrain’ del tempo cha passa… Due vecchi, due attori: in realtà nient’altro che due ragazzi, ‘irresistibili’, perché irresistibile è l’eterna tentazione che è la vita».

27 febbraio/2 marzo -Fabbricone
Progetto speciale
ANTIGONE
Una storia africana

dall’opera di Jean Anohuil
riduzione drammaturgica e regia MASSIMO LUCONI
musiche originali Maly Dialy Cissoko, Mirio Cosottini
con giovani attori senegalesi
un progetto Centro culturale francese di St Louis (Senegal), Teatro Metastasio Stabile della Toscana
Antigone ribelle, Antigone eroica, Antigone figlia, ma soprattutto sorella, che si oppone alle leggi dello stato in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue. Dovunque vi siano discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo dell’eroina che sfida i regimi totalitari in nome della pietas universale che si estende a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando ogni limite o divisione tribale e nazionalistica.
Attraverso la storia di Antigone rivive uno dei miti che da più di due millenni attraversa la nostra civiltà e che è di forte e tragica attualità nella storia dell’Africa contemporanea.

7/9 marzo – Fabbricone
ANDERSEN 2014
Fiabe che non sono favole

ideazione e regia Emanuela Ponzano
testi tratti dalle fiabe di Hans Christian AndersenC’erano una volta le fiabe. Leggende Metropolitane, fiabe crudeli, filastrocche e ninnananne. Le fiabe rimangono oggi il nostro patrimonio comunicativo più antico e non sono solo favole… Usiamole come metafora del presente, lasciamo loro il compito di parafrasare la realtà.
Il “brutto anatroccolo”, “Le scarpette rosse”, “La piccola fiammiferaia”, “I vestiti nuovi dell’Imperatore”,”Il soldatino di Stagno”, “La sirenetta”, “Il Burattinaio”, “L’ombra”… Tramandate di generazione in generazione, le fiabe di Hans Christian Andersen sono storie vere e inventate di uomini, cose e animali, che hanno un’impronta indefinibile di ironia e ingenua finezza popolana. Un mondo spesso spietato, a volte generoso che esprime le paure, le speranze, le difficoltà della vita. Cosa ci lasciano queste fiabe e perché non riusciamo a scordarle? Le fiabe di Andersen sono storie inventate, basate sulla fantasia dell’autore e soprattutto basate sulla realtà sociale del suo tempo. Eppure queste storie non son cambiate. Chi è oggi il piccolo anatroccolo o la piccola fiammiferaia?
Mescolando linguaggi diversi, suoni, suggestioni e silenzi, con la musica originale di Teho Teardo, i temi fondamentali della fiaba emergono – la vita, la morte, la rinascita, la diversità, l’apparenza e il potere – e i personaggi come ombre escono dal libro per calarsi nella realtà contraddittoria di oggi, come dei fantasmi persi e in cerca di verità. Dal mito al consumismo, dagli eroi alla perdita d’identità.

13/16 marzo – Metastasio
QUARTETT / LE RELAZIONI PERICOLOSE

di Heiner Müller
da Le relazioni pericolose
di Pierre Choderlos de Laclos
regia VALTER MALOSTI
Quartett (1982) di Heiner Müller (1929-95), artista ribelle e contraddittorio vissuto, per scelta, nella Germania orientale, e probabilmente il maggiore drammaturgo di lingua tedesca del Novecento insieme a Bertolt Brecht, prende ispirazione dal conturbante romanzo epistolare di Choderlos de Laclos Le relazioni pericolose, scritto esattamente due secoli prima (1782) Il romanzo narra le avventure di due nobili e crudeli libertini, il visconte Valmont e la marchesa di Merteuil, ed è considerato uno dei capolavori della letteratura francese. La versione di Müller è sicuramente più brutale, atrocemente spudorata e piena di humor nero, scritta in prosa ma con una lingua dall’andamento fortemente poetico e di magmatica fisicità. Il problema principale nella riscrittura di Quartett era come ideare una drammaturgia a partire da un romanzo epistolare. Alla fine la soluzione è venuta recitando: due personaggi ne interpretano quattro…”.
I protagonisti infatti, le due belve Valmont e Merteuil, all’interno della loro lotta mortale, si scambiano i ruoli e impersonano a turno le loro vittime.

20/23 marzo – Metastasio
Omaggio a Edoardo De Filippo
NATALE IN CASA CUPIELLO

di Eduardo De Filippo
regia e adattamento FAUSTO RUSSO ALESINatale in casa Cupiello è un testo semplice e complesso allo stesso tempo. Semplice perché popolare, familiare e complesso perché umano, realistico sì, ma soprattutto metaforico. Leggere Natale in casa Cupiello regala la sensazione di trovarsi davanti ad un meraviglioso spartito musicale, un vibrante veicolo di comunicazione, profondità e poesia.
In casa Cupiello scorre appunto la vita: la vita di una famiglia, la vita del teatro, le fatiche, la ricerca di una felicità e di una bellezza fuori della quotidianità. Anche se la cifra è quella della leggerezza e dell’ironia, dal testo emerge una vena piuttosto amara e desolante. Ci viene presentata una casa misera, distrutta, inguaiata, sotto sopra, gelata, quasi terremotata; ed è Luca che definisce sua moglie Concetta, la regina della casa, come: “Vecchia, aspra e nemica”. I personaggi si amano, si giudicano, sbagliano, sono ambigui, gelosi, trasgrediscono; incapaci di parlarsi apertamente si nutrono di finzione, pronti a negare la realtà e a non accettare la verità, vivono di proiezioni, non detti, coperture di chi sa, ignoranza di chi non sa e omertosa solidarietà e quella che dovrebbe essere la casa delle relazioni tra gli uomini, finisce per diventare il primo luogo della mancanza di reale comunicazione. Ho scelto di utilizzare il mio corpo come unico strumento per suonare questo dramma dell’io e della solitudine, immaginando uno spettacolo d’evocazione tra il sonno e la veglia, tra la vita e la morte, tra lucidità e delirio, tra memoria e presente, tra il palcoscenico e la platea, ossessionato dalle domande: “Te piace o Presebbio?”, “Addo’ sta’ o Presepio?”.
Fausto Russo Alesi

28/30 marzo – Fabbricone
ORCHIDEE

uno spettacolo di PIPPO DELBONO

con Dolly Albertin, Gianluca Ballarè, Bobò, Pippo Delbono, Ilaria Distante, Simone Goggiano, Mario Intruglio, Nelson Lariccia, Julia Morawietz, Gianni Parenti, Pepe Robledo, Grazia Spinella
In Orchidee Pippo Delbono viaggia nelle diverse dimensioni dello spazio teatrale, trascina nella sua danza imprevedibile i fantasmi del cinema, guida i suoi attori attraverso gli specchi. Omaggi alle immagini. Inventore di immagini forti, spazi, ritmi, Delbono compone e dirige la sua compagnia, la sua famiglia per ricostruire il mondo. Nei suoi spettacoli, scandali, folgori, visioni. Colori, voci, scoppi. Il mondo come rappresentazione, le sue meraviglie, le violenze, i corsi e ricorsi della storia. Enfant terrible, spirito libero della scena internazionale, Delbono crea dei mondi fantasmagorici. Si impossessa della scena con la sua compagnia, le sue creature, la sua banda di illuminati. Cantori, danzatori, attori di altri mondi che insieme inventano una celebrazione delle forze della vita per un teatro necessario. Uno spettacolo che evoca episodi di vita vissuta diventandone una sorta di sintesi, aprendo le porte agli spettatori che Delbono sa scioccare ed emozionare.

5 e 6 aprile – Fabbricone
UBU ROI

di Alfred Jarry
regia ROBERTO LATINI
Jarry, insieme a pochi, pochissimi altri, è riuscito a darci un appuntamento dentro il futuro prossimo, spostando il luogo dell’incontro dalla convenzione stabilita alla relazione possibile.
La patafisica, o scienza delle soluzioni immaginarie, è una parola che da sola può essere sinonimo di Teatro.

11/12 aprile – Fabbrichino
Ad un passo dal cielo (W LA MAFIA)

di e con Aldo Rapè
regia Nicola Vero
Uno spettacolo intimo e poetico.
Un inno alla vita ed un grido disperato contro tutte le mafie e le sue più aberranti manifestazioni.
Lo spettacolo, pluripremiato, ha debuttato nel 2004 ottenendo grandi consensi di pubblico e critica.
Dal lontano 2004 sino ad oggi quasi 500 repliche. È stato messo in scena nei teatri, nelle scuole, alla presenza di parenti di vittime di mafia, nelle chiese, nei palazzi divelti dalle bombe, nei quartieri a rischio.Sinossi
La storia di un ragazzo, Calogero, rimasto bambino, dopo aver assistito all’omicidio dei suoi genitori. La favola di un bimbo siciliano e del suo fido compagno Gino, un burattino. Il suo urlo disperato ad un passo dal cielo “W LA MAFIA”
Note d’autore…
Il testo nasce da una piccola frase pronunciata da una buffa signora, incontrata a mare a Catania all’età di sedici anni: “Le esperienze che viviamo da bambini ci segnano per tutta la vita”.
La frase mi colpì in modo particolare sia per l’effetto del contenuto, ma anche per il modo e la giornata in cui fu pronunciata. Era il 19 Luglio del 1992. Il giudice Paolo Borsellino insieme ad altri innocenti veniva barbaramente ucciso in via d’Amelio a Palermo. Un attimo dopo mi voltai e la buffa signora non c’era più. Ripensando alla frase, un interrogativo immediato: chissà come si sentono adesso i figli ed i parenti delle vittime? Quali sono i loro sentimenti? Odio? Tristezza?… E se accadesse a me una cosa simile? Sono trascorsi tanti anni e solo adesso provo a scrivere la storia di uno di loro…per non dimenticare…

13 aprile – Fabbrichino
MUTU

di Aldo Rapè
con Aldo Rapè e Marco Carlino
regia Lauro Versari
Una storia che è una bomba ad orologeria.
Saro e Salvuccio. Il prete e il mafioso. Una storia di due fratelli. Due vocazioni a confronto. Due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio. Insieme dopo tanti anni. Muti, tutti muti per anni, muti per fame e per necessità. Ma un giorno la coscienza ed il sangue cominciano ad urlare

16 e 17 aprile – Metastasio
Monografie di protagonisti
PASSIONE

dal romanzo Passio Laetitiae et Felicitatis
di Giovanni Testori
con Maddalena Crippa e Giovanni Crippa
drammaturgia e regia DANIELA NICOSIA”In qualunque rapporto d’amore c’è una tristezza sconfinata, tuttavia, se questa tristezza viene accettata e accolta con carità, in primis come parte della coscienza di sé, allora diventa dramma, e può offrire qualcosa agli altri”
Giovanni Testori
L’inferno della solitudine e il paradiso della Duità, tra questi due poli si dispiega la storia di Felicita, la “disaccentuata”, e della sua disperata ricerca d’amore. Un’esistenza intessuta di dolore, sconvolta dalla morte improvvisa, a soli diciotto anni, del fratello, amato così tanto da sfiorare l’incesto, dalla violenza sessuale subita, dall’innamoramento per il Cristo, col conseguente prendere i veli, e infine dall’amore per la giovane Letizia, grazie al quale Felicita conosce la felicità, solo per un attimo destinato a tradursi in tragedia.
Dolore, fatica e violenza compongono la via crucis della vita, in una vicenda blasfema e carnalmente mistica, in cui il rapporto religioso può apparire dissacrato, mentre racchiude, insieme all’invettiva, tutto lo strazio e l’umiltà della preghiera, in un costante dialogo con Cristo.
Sullo sfondo il paesaggio umano di una Brianza di struggimenti e di miseria.

DATA DA DEFINIRE – Metastasio
Monografie di protagonisti
FUORI ABBONAMENTO

PIERA DEGLI ESPOSTI / Gabriele D’Annunzio